104 COMMEMORIALI, LIBRO XIV pel trattato n. 313 i già nominati nel n. 298, meno il comune di Firenze, ed aggiunti il comune di Bologna e il duca di Modena (questi fra i collegati). Fra i raccomandati ed aderenti v’ hanno le seguenti aggiunte o modificazioni : il doge di Genova Pietro da Gampofregoso per Novi Ligure, Voltaggio e Falcone (Fiac-cone) ; Pier Francesco e Gian Francesco de’ Guttuari consignori di Castelnovo, di Galcea Pavese e di Agliano d’ Àsti; Enrico Doria signore di Dolceacqua; Riz-zardo, Azzone, Mornello, Ricardo e Petrino marchesi di Pietragrotta ; France-schino del Garretto signore di Novello, Monforte, Castelletto, Sinio e di quattro parti di Cravanzana ; Francesco del fu Frailino del Garretto per Spigno, Moirano, Rocchetta di Spigno, Torre Malvicino e per cinque parti Ursolarum (di Orsala ?) ; Bornel de’ Grimaldi perCaroggio; Girolamo Spinola ; Umberto, Jacopo, Leonello, Andrea, Franco e Nicolò Spinola per Francavilla ; Giorgio Uberto, Carosio, Filippo, Andrea, Nicolò, Luchesio, Giorgio, Uberto, Filippo, Galeotto, Lodrisio, Paolo, Carosio, Jacopo e Giuliano Spinola signori di Arquata (Scrivia) ; Jacopo, Emanuele, Pietro, Sigismondo, Barnaba e Cattaneo Spinola signori di Pietrabis-sara, Montiscanoarum e Dernice; Rattista e fratelli (Spinola) consignori d’Isola e Variana; Estorino, Brunoro, Alessandro, Battista, Francesco, Giovanni, Antonio, Tomaso, Carlo e Giovanni Spinola signori di Mongiardino (Ligure) ; Marco, Giorgio, Matteo e Francesco del Carretto dei marchesi di Savona; Giovanni Antonio, Battistino, Rartolomeo, Perino e Giannantonio Spinola consignori di Beli-gnano (Brignano?) Riccardo, Gian Antonetto, Rrunoro e Domenico di Gattinara per Mezzano Siccomario; Lorenzo Turco per Montebruciato pavese; Francesco, Donino ed Emanuele de’ marchesi di Ceva per Sale nelle Langhe; Antonio di Romagnano per S. Vittoria e Pollenzo; i marchesi di Ceva per Sale a Priero, Niella (Tanaro), Torre Malpotremo ed altri luoghi; Lodovico de’ Boleri, Enrico vescovo di Sion e i comuni del Vailese; Nicolò de’ Mazetti per Frinco; Luigi Fieschi pei suoi possedimenti; Cagnono e il cav. Jacopo dei conti di S. Martino; Pietro de’ Ferrari; i conti di Ventimiglia ; i conti di Tenda, Lodovico e Caterina di Campo Fregoso (v. n. 321). Fatto in Milano, nella residenza del duca. — Testimoni: Alessandro Alessandri oratore fiorentino, Roberto di Sanseverino nipote del duca, Gaspare di Tadiolo da Vimercate conte di Valenza, condottieri d’ armi del duca, Angelo Simonetta ed Andrea del fu Maffiolo da Birago, segretari del duca. — Atti e sottoscritto come al n. 308. 323. — 1454, Ottobre 19. — c. 140 (139). — Jacopo Piccinino di Aragona Visconti governatore generale ecc. a Brocardo dei conti del Persico suo segretario (in volgare). Ringrazi la veneta Signoria per la licenza data ad esso scrivente dal servizio, e prometta che non solo esso capitano non militerà mai contro di quella, ma nulla farà senza saputa di lei, alla quale anzi, come ebbe ancora a dichiarare, lascierebbe la cura di procurargli impiego. E si“dilunga in proteste di gratitudine e di attaccamento, certo che Francesco Sforza, suo più fiero nemico, porrà in opera le usate male arti, per farlo sospetto a Venezia, chè quando lo potesse fare li pareria di haver lo resto de li Gapetanii de Italia in uno