34 COMMEMORI ALI, LIBRO XIV Risposte a nuove domande: Le appellazioni dei vicari e d’altri giusdicenti della Ghiara d’ Adda saranno portate al provveditore di questa; ai rettori di Bergamo quelle delle sentenze del detto provveditore, Non si può condonare la contribuzione imposta da Jacopo Loredano, di 500 aureos, alla comunità. Gli abitanti di Caravaggio che aspirano al notariato subiranno i relativi esami presso i collegi dei notai di Brescia o di Bergamo. Alla domanda della comunità di essere rimborsata di 70 ducati d’ oro, prezzo di 3 cavalli da essa pagati, ad uso di Bartolomeo Pisani ivi podestà, ad Enrico de’ Medici armigero di Guglielmo di Monferrato, dei quali era stato promesso il rimborso coi beni di Marco de’ Secchi, poscia riammesso in grazia ; si risponde che abbiano pazienza. Al pagamento delle contribuzioni chieste dal Loredano dovranno concorrere proporzionalmente tutti gli abitanti di Caravaggio, trattine quelli che erano esigliati, o si trovavano nei domimi veneti, quando la terra venne in potere della Signoria. Di tutto ciò si ordina a chi spetta 1’ osservanza. Data nel palazzo ducale di Venezia. Allegato: 1449, Febbraio 15. — Jacopo Loredano provveditore dell’eser-cito di Venezia in Lombardia dichiara di aver dato le risposte seguenti ad istanze degli uomini di Caravaggio, venuti (reducti) all’ obbedienza della Signoria (le domande sono in volgare) : Non aderisce a che mandino a chieder soccorsi al comune di Milano. E permesso il ritorno in patria a tutti gli esigliati, purché non siano ribelli, e nominatamente a prete Antonio e a Giovanni di Lanfranco Secchi, a Jacopo Ferrario e a Jacopo di Lazzarino Mangoni. Tutti i confinati per ordine di Venezia e dei suoi ufficiali, che avessero rotto il bando, sono assolti da ogni pena, trattine i ribelli; quelli che saranno confinati avranno le spese a carico dello stato ; i dichiarati contumaci, come lo fu Marco Secchi, saranno riammessi in grazia. Tutti i banditi, e quelli che ebbero confiscati i beni, trattine i ribelli, sono rimessi nella condizione in cui erano sotto 1’ antecedente dominio di Venezia. Tutti i possidenti beni nel territorio di Caravaggio, anche se abiteranno fuori di questo, potranno goderne, meno i ribelli. Sarà libero a tutti quegli abitanti il porre stanza fuori di quel territorio, non però in luoghi dei nemici di Venezia, conservando i propri beni. Tutti i detti abitanti sono assolti pei danni ed offese recate a chi si sia durante il dominio milanese. Ai soldati veneti feriti nell’ultima guerra quella comunità pagherà 50 ducati d’oro. Tutti quegli abitanti potranno tenersi ciò che avessero conquistato contro le truppe di Venezia, trattine un cavallo, armi, tende e trabacche del conte Carlo Fortebracci, e cinque balestre di acciaio di Matteo da S. Angelo. Alla domanda che Pietro da Ozeno ed Ambrogino da Rivola, ufficiali in Caravaggio, e tutti gli altri forestieri ivi esistenti abbiano salvocondotto per andarsene colle lor case; si risponde che il podestà vi sia trattenuto fino al rimpatrio dei banditi dai milanesi, compresi Alessandro e Jacopo Secchi ; e che il commissario debba restare a disposizione della Signoria. Alle domande : che a quella comunità siano confermati tutti i i beni e diritti, e tutti i privilegi concessile da altri signori ; che siano valide tutte le vendite e alienazioni fatte in addietro, e tutti i doni fatti dai Visconti o loro ufficiali, come pure tutte le alienazioni fatte dalla comunità di beni di ban-