334 COMMEMORIALI, LIBRO XVII signore di Padova, che sottratti denari di questo era fuggito a Verona, possano essere costretti alla restituzione malgrado una carta di affidamento rilasciata da Rrunoro ed Alboino della Scala signori Verona (della quale si riferisce gran parte) ai detti figli (Jacopo e Francesco degli Olearii) in conferma di altra concessa da Cansignorio della Scala al detto Jacopo. Il voto è per l’affermativa. 245. — S. d. (1495?) — c. 190. — Versione in volgare di lettera dell’emiro (ammiraglio) di Alessandria Ali bei Mohamed al doge. Ringrazia per l’onore fattogli da quest’ultimo coll’ indirizzargli sue lettere significanti la spedizione colà delle quattro galee veneziane comandate da Marcantonio Loredano che fu da esso emiro accolto con piacere ed onorato al possibile. Diede tutte le disposizioni perchè i veneziani trafficanti siano ben trattati ed abbiano ogni agio nelle loro faccende. Protesta la sua amicizia per la republica. • 246. — 1495 (sic, 1496), ind. XIV, Marzo 25. — c. 182 t.° — Inventario (in volgare) di artiglierie, armi ed arnesi militari, ritrovati in Otranto e consegnati da Luigi da Casalnuovo commissario del re di Napoli a Pietro Soranzo governatore della detta città per Venezia (v. n. 247). 247. — 1496, Marzo 25. — c. 181 t.° — Pietro Soranzo governatore di Otranto al doge (in volgare). Ieri a sera arrivò in Otranto il regio commissario Luigi da Casalnuovo col percettore del focatico, scusandosi del ritardo cagionato dalle operazioni per le consegne di Brindisi e Trani. Espone minutamente quanto avvenne nelle formalità della consegna: la convocazione della comunità nella cattedrale; la domanda di 120 ducati da parte dei comunisti sui redditi della dogana per saldo di debiti della signora di Altamura; l’opposizione romorosa alla consegna per parte dei detti comunisti adunati nella cattedrale, calmata dal Soranzo col giurare, in presenza dell’ arcivescovo, del Casalnovo e di Bernardino Puderichio governatore, che Venezia manterrebbe a Otranto i suoi privilegi, franchigie e consuetudini; l’innalzamento del vessillo di S. Marco; la consegna del castello e delle munizioni (v. n. 248). Data a Otranto, alle ore 4 di notte. 248. — 1496, Marzo 26. — c. 182. — Lettera come il n. 247, in cui il Soranzo, prosegue come malgrado la sua insistenza non abbia potuto avere dal commissario regio la consegna dei 38 casali dipendenti da Otranto, negando quel funzionario tal dipendenza che pretendeva solo spirituale da quell’arcivescovo. Raccomanda che la questione sia ripresa in via diplomatica, giacché senza la rendita dei detti casali, la republica non si rimborserebbe delle spese. Manda l’inventario n. 246 dicendo che probabilmente i regi asportarono le migliori artiglierie, per cui ne occorrerà grande spedizione di nuove. Chiede gli siano dati 50 armigeri, e propone che la metà di essi sia assoldata fra i cittadini di Otranto per mettere qualche divisione fra essi perchè i ieno luti de uno pezo. Data a Otranto.