DOGE PASQUALE MALI PIERO 133 Allegato A : 1406, ind. XIV, Agosto 31. — Marino Caravello podestà, Zaccaria Trevisano cav. capitano, Enrico del fu Marino Contarmi e Pietro del fu Giovanni Miani provveditori a Padova, in esecuzione delle norme per la vendita dei beni dello stato in quel territorio, e quali rappresentanti la Signoria ed il comune di Venezia (procura del 28 Luglio in atti Nicolò de Bonisio), vendono all’ incanto (descrivendone le formalità, e nominandosi il banditore Francesco Zoppo) a Bartolomeo del fu Guidotto da Montagnana quattro poste di molini sul fiume Frassine, per 1000 ducati d’oro pagabili in 10 anni e in rate annuali. Fatto in Padova nella curia della Signoria. — Testimoni : Francesco del fu Paolo de’ Dotti cav., Francesco del fu Pace da Bologna, Andrea dui fu Antonio di Strada maggiore e Nicolò del fu Leonardo. -- Atti Giovanni del fu Bonifacio Frigimelica not. imp. e not. alla fattoria dello stato in Padova, ohe lo trasse, addi 12 Settembre 1409, dagli atti di Manfredino da Ponte del fu Jacopo Donati da Belluno suo predecessore, per ordine di Nicolò Foscari podestà e di Pietro Arimondo capitano a Padova, del 7 Settembre 1408 (in atti di Nicolò Cavpdin). Allegato B: 1409, ind. III. Febbraio 16 (rn. v.). — Il doge Michele Steno ratifica ed approva quanto sta nell’allegato A. Data nel palazzo ducale di Venezia. Allegato C : 1421, ind. XIV, Aprile 25. — Francesco Leoni e Jacopo Bar-barigo provveditori alle acque, ad istanza di Albertino del fu < Bartolomeo di Guidotto de’ Paccagni di Montagnana, visti i documenti qui sopra riferiti, visto lo statuto di Montagnana, sentiti Secondo da Pesaro podestà a Montagnana, Piccino del fu Giovanni da Bergamo ingegnere della Signoria, dichiarano, quali giudici, ed ordinano che le bampadore (cateratte) dei detti molini non possano avere più di quattro piedi di larghezza ciascuna, e che a tal misura siano ridotte. Fatta in Montagnana e pubblicata sotto la loggia di quel comune. — Testimoni : Egidio da Cremona cancelliere del podestà, Bartolomeo di Rizzardo e Lombardo lanario da Este, Giovanni di Daniele Salvatore da Venezia. — Atti Gian Domenico dal Ferro not. imp. e dei provveditori. 40. — 1458, Febbraio 26. — c. 52. — Trattato stipulato da Giovanni Gra-denigo bailo in Corfù, e Roberto Priuli e Giovanni Moro suoi consiglieri, con Si-mone (Zenevisi) signore di Stri vali : È perdonata a questo e ai suoi ogni offesa recata a Venezia ; gli si conserveranno il suo castello in buono stato e i suoi dominii. Egli conserverà i consueti poteri sopra i suoi soggetti. Potrà importare ogni anno per suo uso e con sua barca in quel luogo, con esenzione dei dazi. 30 botti di vino, da 8 a 10 metri 1’ una, e cosi Clini Iniferi botti 12, Nichi Paniferi Orfani botti 10, ed Eureto Lipignotti botti 10. Il signore cede ai suddetti rettori il castello e il suo territorio, dando in lor mani la torre grande centrale e due porte verso il mare, con facoltà di farvi lavori. Tutti gli abitanti di quel territorio che lavorano terra pagheranno aspri 20 1’ anno per ogni paio di buoi, e quelli che non lavorano una libbra di cera per casa ; e tutti saranno trattati come corfiotti. Il iletto signore potrà levar San Marco (innalzare il vessillo). Gli si concederà un terreno presso il porto di Corfù per erigervi una casa. Gli si pagheranno 250 per-