DOGE PASQUALE MALIPIERO 135 potentati o altri che lo molestassero in causa del castello che sta ora erigendo in Rodobila. Data nel palazzo ducale di Venezia. Allegato : 1455, ind. IV, Novembre 13. — Francesco Foscari doge di Venezia, a domanda di Vlatco figlio di Stefano duca di S. Sava, fa sapere che Venezia è amica del duca e intende esserlo per l’avvenire; che tratterà con benevolenza i di lui sudditi, nè accetterà in proprio dominio alcuno di questi o de’di lui possedimenti. Essa non farà guerra al duca, a’ suoi figli o ne danneggerà i beni senza preventiva dichiarazione scritta ; anzi li difenderà e presterà loro soccorsi e favori contro chiunque li offendesse, trattine il re d’Ungheria, il sultano de’ Turchi e gli altri collegati della republica. Il duca e tutti i suoi si comporteranno egualmente verso la stessa. Egli e tutti i suoi sudditi potranno venire, stare e portar cose loro o mandarle, con tutta sicurezza nei domini della Signoria. Il tutto quando non pregiudichi ai trattati vigenti fra quella ed il detto sultano. Il duca potrà acquistare una casa in Venezia ; la Signoria lo farà rimborsare del valore di quella eh’ ei già possedeva e che fu confiscata e venduta al tempo della guerra. Data come sopra. 44. — 1458, Aprile 22. — c. 52. — Ducale ai rettori di Cori'ù, colla quale si ratifica ed approva quanto è stipulato nel n. 40, estendendo la provvigione annua di lire 250 anche ai figli del signore di Stri vali. 45. — 1458, ind. VI, Maggio 19. — c. 54 t.° — Patente ducale con cui è rinnovata per un anno, e per uno di rispetto, la condotta di Matteo (Griffoni) da Sant’ Angelo (rappresentato da Battista da Castello suo cancelliere) in qualità di capitano generale della fanteria (v. n. 67). Data nel palazzo ducale di Venezia. 46. — 1458, Giugno 14. — c. 54 t.° — Francesco Sforza Visconti duca di Milano ecc. al doge. Promette che 300 moggia di sale acquistate dall' amministrazione ducale in Venezia per servizio di Cremona e Lodi, saranno pagate nel termine di 8 mesi. Data a Milano. 47. — 1458, Luglio 7. — c. 55. — Il doge, e per propria autorità e pel decreto del Senato 15 Maggio passato, ordina che l’annua somma di lire 240 destinata pei trombetti e pifferi sia assegnata a mastro Bartolomeo, Matteo di Lazzaro e Lorenzo di Antonio, pifferi, e a Giorgio da Modone e Giorgio di Teodoro da Corfù, trombetti, e a quelli che successivamente eleggerà in lor luogo. Ciò a condizione che tengano continua residenza in Venezia, e si producano ogni volta ne saranno richiesti ; che mantengano a tutte loro spese sei suonatori delle trombe grandi d’argento da suonarsi nelle solite occasioni. Tutti gli altri pifferi e trombetti ora in funzione sono cassati. Letta dal doge ai consiglieri : Alessandro Marcello, Lazzaro Moro, Pietro Bembo, Andrea Vendramino, Giovanni Leoni e Domenico Diedo.