DOGE GIOVANNI MOCENIGO 245 190. — 1483, Gennaio 21. — c. 194 (193). — Marino Giorgi, capitano a Segna, al doge. Ringrazia per la missione di Francesco Veniero al capitano di Fiume per domandare la restituzione del tolto ai .segnani, che sarà molto gradita anche al re d’ Ungheria. Chiama 1’ attenzione della Signoria sulla protervia di quel capitano, che non contento di aver corseggiato nel mare di Venezia, non degnò nemmeno di risposta le proteste e le domande ili restituzione del mal tolto. Nè può scusarsi col pretesto di aver tolto cose di nemici, poiché se ciò che prese, nei porti stessi della república era destinato al re suddetto e a segnani, apparteneva pure a un veneziano, il nobile Domenico di Pietro, il quale però ne sarà pagato. Eccita Venezia ad agire energicamente, trattandosi di tutelare la sicurezza del suo mare. Data a Segna (XII hai. Febr.). 191. — 1483, Gennaio 21. — c. 208 (207) t.° — Altra trascrizione della precedente. 192. — 148 ), Gennaio 27. — c. 251 (50) t.° — Convenzione (in volgare) stipulata da Lodovico Maria Sforza duca di Bari, tutore e luogotenente di Gian Galeazzo duca di Milano, con Gianfrancesco di Sanseverino. Quest’ ultimo è accolto in grazia in onta al passaggio del padre ai servigi di Venezia, ed è condotto a servire lo stato di Milano con 8000 due. di provvigione in tempo di pace e 12000 in tempo di guerra. Gli sarà dato Pontecurone per se ed eredi, o altro possedimento di egual reddito, in luogo di Villanova, e restituita la casa già del padre. Gli si daran pure la possessione dei Cavalcabò per due. 2000 1’ anno in conto di stipendio, e la terra di Colorno. Non sarà subordinato a Costanzo Sforza. Il duca procurerà che Ferdinando re di Napoli confermi al Sanseverino la contea di Caiazzo con li focolari e sale, e lo investa dello stato paterno in Calabria. Il Sanseverino, accettando la grazia ducale, terrà al servizio del duca un corpo di milizie corrispondente alla provvigione, com’ era obbligato verso il comune di Firenze, col dovere di guerreggiare contro chiunque (v. n. 188 e 194). Fatta nel castello di Porta Giovia a Milano. — Sottoscritta da Lodovico Maria e da Luigi Terzaghi. — Atti di Giampietro di Stefano Sarono notario milanese. 193. — 1483, Febbraio 26. — c. 208 (207). — Gaspare Rauber capitano a Trieste, Pisino e Fiume al doge. Rispondendo ad intimazione fattagli di allontanare dal Golfo la galea imperiale, dichiara che quel legno da due mesi non si mosse da Fiume e che lo tiene solo per tutela di detta città, minacciata dal capitano di Segna che ha vari navigli, benché per ora abbia concluso con questo una tregua. Prega gli sia permesso di continuare a tenere la galea a difesa delle terre imperiali, non sapendo neppure ove poterla condurre, e promettendo che mai con essa darà danno ad aldino se non provocato. Data a Fiume.