178 COMMEMORI A LI, LIBRO XV 174. — 1469, ind. Il, Aprile IO. — c. 110. — Anello Arcamono da Na-peli, dottore in ambe, oratore del re Ferdinando, dichiara di avere ricevuto da Cristoforo Gabriele camerlengo del comune 621 ducati d’ oro per pagamento di grani trattenuti dal conte di Ourzola, eh’ erano di ragione di don Pietro di Gue-vara, gran siniscalco del regno di Napoli, e della marchesa sua madre. Data a Venezia. — Sottoscritta dall’ Arcamono e da Nicolò de’ Garpani da Napoli suo cancelliere. |75. — 1469, Maggio 18. — c. 116 t.° — Marco (Barbo) cardinale di S. Marco, rappresentante il papa, e Francesco del fu Marino Sanuto, oratore e procuratore della Signoria di Venezia, pattuiscono: È stretta alleanza fra la Santa Sede e la republica veneta per 25 anni, e più se piacerà ad esse, a mutua difesa dei rispettivi stati contro chi non provocato le offendesse. Il papa terrà pronti 4000 cavalieri e 3000 fanti, ed altrettanti ne terrà Venezia in Romagna, e questi saranno mandati ove occorra a difesa degli Stati Pontifica, ove avranno alloggiamenti a cura del papa. In caso di bisogno Venezia provvederà a tutte sue spese a difendere colle sue flotte i detti stati per mare. Essendo assalita Venezia da nemici non provocati, il papa le manderà in soccorso 2000 cavalieri e 1000 fanti a tutte sue spese durante la guerra. Niuno dei due contraenti potrà far lega con qualsiasi potentato italiano senza il consenso dell' altro. A tutti i potentati italiani è fatto luogo di entrare nella presente. Le parti nomineranno entro un mese i propri alleati, confederati ecc. Una delle parti non potrà far pace senza consenso dell’altra. Se alcuno di coloro che parteciperanno a questa alleanza offendesse uno dei collegati principali o alcuno dei suoi aderenti, la lega non s’intenderà violata dagli altri, ma tutti, a richiesta dell’ offeso, moveran guerra all’offensore. Tutti i contraenti negheranno transito pei rispettivi domimi a coloro che andassero a’ danni d’ uno di essi. Pel presente non sarà derogato alla lega generale italiana celebrata in Napoli il 26 Gennaio 1455 (v. n. 176). Sottoscritta dal Cardinal Barbo e dal Sanuto, e munita dei loro sigilli. — Atti Giovani Piedi chierico di Beauvais, preposito della chiesa di S. Saugerici di Cambrai, not. apost. ed imp. e Giambattista Trevisano segretario ducale di Venezia. 176. — 1469, ind. II, Maggio 18. — c. 117 t.° — Istruinento in cui, ricordata 1’ alleanza riferita al n. 313 del libro XIV, e la successiva adesione ad essa di Ferdinando re di Sicilia e del papa ; ricordati gli uffici di quest’ ultimo per conservare la pace in Italia e poter imprendere la spedizione contro i turchi, uffici che non ebbero il desiderato effetto ; si dichiara che per iniziativa della Signoria veneta, coll’adesione della S. Sede, fu stipulato quanto sta nel n. 175 che qui si riporta integralmente. I rappresentanti le parti nominati nel detto n. 175 si giurano vicendevolmente 1’ osservanza di quei patti sotto pena di 200000 ducati. Fatto in Roma, nel palazzo apostolico, nella camera secreta del papa ed alla sua presenza. — Testimoni : Bessarione card, vescovo di Sabina, Giovanni (Car-