118 COMMEMORIATE, LIBRO XV e per la cappella di S. Andrea di Mairano, per la quale queste venivano a dipendere per intero dagli arcipreti medesimi. Vieta a tutti di esiger decime sulle chiese e cappelle dipendenti dai ripetuti arcipreti, senza consenso di questi e dei vescovi ; dà facoltà ai medesimi di ricuperare le decime usurpate dai laici ; vieta la edificazione di nuove chiese nelle parrocchie soggette agli arcipreti, senza permesso di questi e del vescovo. Lascia libera la sepoltura dei morti in detto luogo, eccetto per gli scomunicati. Vuole che alla morte degli arcipreti i loro successori siano eletti regolarmente dai fratelli. E vieta in genere che sia perturbata la chiesa di Azzano, usurpatine i beni o recatole danno. Data in Venezia, in Rialto (IV non. Aitg.). — Sottoscritta dal papa e dai cardinali: Ubaldo (Allucingoli) vescovo d’Ostia, Gualtiero vesc. di Albano, Corrado (di Wittelsbach) arcivescovo di Magonza e vesc. di Sabina, Guglielmo vesc. di Porto e S. Ruffina, Manfredo vesc. di Palestrina, Giovanni (Pizzuti) prete di S. Anastasia, Rosone pr. di S. Pudenziana, Teodino pr. di S. Vitale, Pietro (de Rono) pr. di S. Susanna, Giacinto (Orsini) diacono di S. M. in Cosmedin, Ar-dicione (Rivoltella) diac. di S. Eustacchio, Laborans diac. di S. Maria in Portico — Atti Graziano notaio di S. R. C. 3. — 1196, ind. XIV, Settembre 1. — c. 78. — Pellegrino (II) eletto patriarca di Aquileia ed Amalrico di Castelnuovo pattuiscono: quest’ultimo edificherà un castello sopra un colle presso la villa di Sequals, dando alla chiesa di Aquileia quanto gli spetta del detto colle, e ricevendolo quindi in feudo ; il che pure farà di 11 suoi mansi allodiali. Il patriarca aiuterà il feudatario nella costruzione del castello ; se il secondo mancasse a’ suoi impegni, perderà i detti mansi. Per esso stanno mallevadori Rertuccio (?) di Fontanabona, Pertoldo di Arcano e Odorico Munt. Fatto in solio del patriarca in Sacile. — Testimoni i detti mallevadori e Ugo di Midiis. — Atti Pietro not,. imp. — Precede nota che il documento fu trovato nel tesoro del patriarcato. 1230, Giugno 1. — V. 1462, Gennaio 25, n. 90. 1317, Novembre 19. — V. 1462, Gennaio 25, n. 90. 4. — 1344, ind. XII, Agosto 21. — c. 38. — Copia dell’ ¡strumento n. 141 del libro IV, alla quale precede : 1457, ind. V, Agosto 5. — Intitolazione che dice essere stato il documento mandato da Montona da Antonio Veniero e da Francesco Capodilista dottore. 5. — 1349, ind. II, Agosto 19. — c. 45. — Renedetto del fu Gennaro da Padova procuratore di Jacopo de’ Cumani (v. n. 6) dà in affitto, per 5 anni dal venturo S. Michele, a Jacopo del fu ser Guido da Badia, ad Agnese moglie di quest’ultimo, a Isabella a Fruitis (dai Frutti?) del fu Bonsignore da Badia abitante a Ferrara, e a Pietro fu Petrocino de’ Fabris de contrala S. Marie in Vado, una possessione detta i Dossi fra il fiume Barbulio, i termini di: Piacenza, Cattaneo da Lusia e fiume la Passiva.