204 COMMEMORI ALT, LIBRO XVI Colleoni capitano generale della Signoria veneta, per mezzo di Alberto da Pandino coppiere generale dello stesso, 15000 fiorini d’oro, dei quali promette la restituzione entro 18 mesi. — Sottoscritta dal duca (v. n. 43). 35. — 1471, Marzo 25. — c. 41. — Ferdinando re di Sicilia ecc. dichiara di accettare e ratificare il n. 33, con riserva circa la nominazione di Leonardo (del Tocco) despoto di Arta che è vassallo regio, e con dichiarazione che i nominati potranno mandare la loro ratificazione anche dopo spirato il termine fissato del trattato n. 26 (v. n. 36 e 41). Data nel castelnuovo di Napoli. — Sottoscritta dal re. 36.— 1471, Aprile 12. — c. 51 t.° — Istrumento con cui, riferito il trattato n. 28, si dichiara che volendo il gran maestro e l’ordine di Rodi entrare nell’alleanza con quello coclusa, fra’ Cinzio degli Orsini procuratore d’essi gran maestro ed ordine (v. allegato B) pattuì con Ferdinando re di Sicilia e con Vittore Soranzo, procuratore della veneta Signoria, quanto segue : Il gran maestro e la religione di Rodi entrano a far parte dell’alleanza a difesa de’ propri domini. Il re e Venezia non faranno alcun trattato coi turchi senza includervi la detta religione. Questa terrà per propri amici, confederati e collegati quelli del re e di Venezia, e per nemici gli alleati ed aderenti dei turchi. Essa manterrà, in tempo di pace, e durante il bisogno due galee armate. In tempo di guerra o di sospetto ne armerà quattro e le manderà colle squadre regia e veneta. E verificandosi ora questo caso, le 4 galee saranno inviate prontamente con ordine al comandante di non partirsi dalla flotta alleata senza licenza dei due capitani. La religione di Rodi non farà alcuna sorte di trattato coi Turchi od aventi intelligenza con loro, anche se cristiani, senza il consenso degli altri due alleati. Venezia ratificherà il presente fra due mesi, e il gran maestro fra quattro. Le parti si giurano scambievolmente 1’ osservanza del presente. Pena al contrafattore due. 200000 d’ oro. Fatto nel castelnuovo di Napoli. — Sottoscritto in forma solenne dal re (col regio segno), dal Soranzo e dall’Orsini. — Testimoni : Orso Orsini duca d’Ascoli, Francesco da Capua conte di Altavilla, Nicolò da Procida regio maggiordomo, Pascasio Diaz Garlon cav., ed Antonio Cicinello cav., consiglieri regi. — Atti Antonello de’ Petrucci. Allegato A: 1471, Gennaio 1. — Copia dell’ istrumento n. 28. Allegato B: 1470, Novembre 6. — Fra’ Battista degli Orsini gran-maestro dell’ordine di S. Giovanni Gerosolimitano fa sapere, che volendo opporsi al progredire de’ turchi, contro i quali l’ordine si considera antemurale della cristianità, d’ accordo col gran consiglio, nomina luogotente e procuratore dell’ordine stesso fra’ Cinzio degli Orsini priore di Capua, non derogando la specialità alla generalità, nei priorati di Roma, Lombardia, Venezia, Pesaro, Barletta, Capua e Messina, nei baliaggi di Venosa, S. Stefano presso Monopoli, Napoli, S. Eufemia e in tutte le loro dipendenze. Al medesimo sono date ampie facoltà amministrative per curare gl’interessi e tutelare i diritti del tesoro dell’ordine, con autorità di convocare capitoli ed assemblee e di rimuovere dignitari indegni ; di- amministrar giustizia ai