144 COMMEMORI ALI, LIBRO XV liberò, e per approvigionarla mandò una nave con grano scortata da regie galee che avevano anche l’ordine di combattere il detto principe; il che fu annunziato al doge dal regio oratore Cicco Antonio. Esse galee poi, preso il legno del principe che staVa in Bari, si ridussero a Barletta, ove il re aveva il campo, il re spedi quindi due galee ad Alessandro Sforza nel territorio di Lanciano perchè potesse procurarsi viveri nella Marca d’Ancona, ed una terza in Epiro a Giorgio Scanderbeg che voleva raggiungere esso re. Ora questi non sa che i suoi legni abbiano dato il minimo danno ai veneziani, nè che abbiano solcato P Adriatico altri suoi navigli oltre i predetti, trattene le due biremi dei castellani di Barletta e di Trani. E vero che la Signoria asserisce d’aver provveduto a mandare a vuoto le imprese del principe di Taranto nell’ Adriatico, e il re le ne è riconoscente, ma osserva che le navi di quel signore molestano ogni di quelli di Trani, di Giovinazzo ecc. Cerca provare che l’ingresso delle regie navi nel detto mare non violò i diritti di Venezia sul medesimo, dicendosi pronto a revocare qualunque atto che li offendesse. Data in campo presso Barletta. — Sottoscritta dal re e da F. A. (Petrucci) da Aversa. 79. — (1461), Agosto 26. — c. 76 t.° — I borgomastri, gli scabini e i consoli di Bruges al doge. Lamentarono l’anno scorso che le galee veneziane abbiano lasciato di toccare il porto di Sluys per quello di Anversa nel Brabante; nè sanno il motivo di tal cambiamento. Rinnovano la preghiera che le galee stesse tornino a frequentare il detto porto. Data a Bruges. 80. — 1461, Settembre 5. — c. 76. — Il borgomastro gli scabini e i consoli di Sluys in Fiandra al doge. Colla coscienza di non aver offeso in alcun modo i veneziani, pregano la Signoria a mandare in Fiandra le solite squadre di galee con ordine di toccare quel porto, ove troveranno accoglienza amichevole. Data a Sluys. 81. — 1462, Gennaio 10. — c. 78. — Francesco Sforza duca di Milano ecc. al doge. Udì l’esposizione lattagli da Febo Cappella, segretario ed inviato del doge, circa certo lavoro fatto dai cremonesi nell’Oglio, e la Signoria udrà dalla bocca dello stesso la risposta datagli, che spera le tornerà gradita. Data a Milano. 82. — 1462, ind. X, Aprile 10. — c. 79 t.° — 11 doge Pasquale Malipiero fa sapere che, in seguito a deliberazione del Consiglio dei dieci, Bartolomeo Colleoni è ricondotto ai servigi di Venezia in qualità di capitano generale, per due anni dal 1 Marzo passato, ed 'uno di rispetto, con 60000 fiorini d’oro di camera l’anno, coll’ honorificenlia et provtsione bastoni, e alle condizioni della sUa prima ferma. Inoltre: si accorda al Colleoni di poter disporre come di