DOGE GIOVANNI MOCENIGO 267 5. I medesimi protestano contro 1* esazione di un soldo per soma di biada che fa il cancelliere del provveditore di Riva all’ esportazione del grano da quel territorio ; ed a torto, potendo la republica imporre come le piace. Questo è quanto fu dai difensori dei diritti di Venezia esposto davanti al rettore di Riva e ai consiglieri del duca d’ Austria ; aggiungendo i primi : essere decaduti quelli di Pranzo dai diritti sui monti per avere contro la ragione alienato parte dei monti stessi il die non si può fare da livellari ; dovere questi pagare i censi (refusure delle date) arretrati. E seguono le proposte fatte per 1’ accomodamento (v. n. 4 e 6). 6. — S. d. (1481, Ottobre ?) — c. 102 t.° — Informazione sulle questioni vertenti fra il comune di Riva e gli uomini di Pranzo, compilata da Pietro da Soncino e Michele Miari, in cui si espone che avendo il comune di Riva la proprietà dei monti di Englo e Tombolo a cominciare da una sorgente detta Fontana di Èva, con diritto di ingizandi (o ingazandi), cioè di proibire il pascolo e il taglio di legne, affittò agli uomini di Pranzo, nel 1211, i detti monti, non però i luoghi ingazali. Nel 1480, esso comune ingazavit un pezzo del monte Englo, del che quelli di Pranzo non tennero conto. In seguilo al sequestro di due bovi per parte di Riva a danno dei pranzesi, questi passarono a vie di fatto contro i rivani, invadendone a forza il territorio. Venezia, informata dei fatti, mandò sui luoghi forze militari ; altrettanto fece il vescovo di Trento signore di Pranzo; si stava per venire alle mani, quando Venezia mandò a Trento un suo oratore, e frutto della costui missione fu la convenzione n. 164 del libro XVI; successivamente furono eletti arbitri i due nominati nel n. 3, i quali esaminarono a lungo le vertenze coll’ intervento di rappresentanti del duca d’ Austria e del vescovo, ma, non potendosi accordare, elessero a terzo arbitro il papa (v. n. 5 e 7). 7. — S. d. (1481, Ottobre?). — c. 103. — Relazione (dei due giurisperiti nominati nel n. 6 ?) alla Signoria sulle trattative riprese per la quarta volta e seguite fra i rappresentanti il duca d’ Austria e il vescovo di Trento e quelli di Venezia, per 1’ appianamento delle questioni fra Riva e Pranzo (nelle proposte pel terzo arbitro sono nominati l’imperatore e il conte Gian Francesco di Arco), con proposte per condurre con maggiore probabilità a buon fine l’affare (v. n. 8). 11 documento è in volgare. 8. — S. d. (1481 ?). — c. 104. — Relazione di Pietro da Soncino, nella quale si espongono le vertenze fra Riva e Pranzo e sommariamente le discussioni seguite, e il parere del giurisperito sul modo di finirle (v. n. 7). 9 — 1482, Aprile 1. — c. 5 t.° — Pietro Maria de’ Rossi conte di Berceto condottiere ecc. Scorso il tempo utile per la procura data (il 31 Gennaio o 1° Febbraio) al suo cancelliere Girolamo de’ Coli onde negoziasse la condotta d’esso signore ai servigi di Venezia e la protezione di questa sui di lui domimi, egli ne proroga la validità a tutto il venturo Maggio (v. n. 12).