322 COMMEMORI ALI, LIBRO XVII 187. — 1492, ind. X, Settembre 29. — c. 146 t.° — Rodolfo del fu Lodovico Gonzaga marchese ecc. e condottiere, nomina Antonio del fu Pietro dei Benocchi not. di Mantova a suo procuratore con facoltà di trattare colla veneta Signoria per definire le questioni vertenti fra Castiglione delle Stiviere soggetto ad esso signore e Lonato (v. n. 186 e 188). Fatto in Luzzara, in una stanza del castello. — Testimoni: il nob. Jacopo del fu Nicolò de’ Capi da Mantova e Benedetto del fu Antonio de' Bosi, armigeri, e Guido del fu Marzio da Carienovo (Cortenova ?) maestro di stalla del Gonzaga. — Atti Antonio del fu Bartolomeo de’ Berni not. imp. da Mantova. 188. — 1492, ind. X, Ottobre 16. — c. 145 t.° — Istrumento in cui si dichiara che Domenico del fu Zaccaria Trevisano cav. rappresentante la Signoria di Venezia, ed il procuratore di Rodolfo Gonzaga (v. n. 188) approvano e ratificano in nome dei rispettivi mandanti la seguente convenzione: Per appianare le questioni relative ai confini del territorio di Lonato (veneto) con quelli di Castiglione delle Stiviere, Rodolfo Gonzaga signore di quest’ultimo e Domenico Trevisano cav. podestà a Brescia, determinano i suddetti confini descrivendone il corso (vi si nominano le bocche del Malocco, la strada detta di Mastino Cane e Calcinate) ; vogliono divisi con una fossa i fondi in questione, posti nel territorio di Lonato, ed assegnate le parti al territorio giacente rispettivamente al di quà della medesima; sui colli si porranno segni in continuazione della fossa. I fondi dalla parte di Castiglione saranno esenti da angarie e da altri obblighi ; e nei riguardi civili e criminali saranno soggetti al podestà di Brescia. Quei di Castiglione potranno usufruire, per abbeverare i loro animali, dell’ acqua d’ una fonte nella Valle Fiocchino che sgorga sul territorio di Lonato, derivandone un rivolo. Si determina l’uso dì un deposito di frumento fatto nel monastero dell’ Annunciata di Lonato. Fatto in Venezia, nella nuova sala del consiglio dei Pregadi. —< Testimoni : prete Luciano dal Borgo del fu Antonio, ed Emanuele Gerardi del fu Cristoforo segr. due., Lodovico del fu Nicolò da Lancenigo not. di Treviso, Domenico da Rimini del fu Bartolomeo, connestabile della republica, e Sebastiano del fu Giovanni Barbaro. — Atti Bernardino del fu Giovanni del fu Stefano Ambrosi. 189. — 1492, ind. X, Dicembre 1. — c. 99 t.° — Giovanni della Rovere duca d’ Arce e di Sora, signore di Senigallia e prefetto di Roma, nomina suo procuratore Mariotto Virginio dottore di Macerata, con facoltà di ratificare in suo nome la condotta d' esso signore ai servigi di Venezia negoziata per lui dal suo luogotenente generale Sigismondo della Rocca (v. n. 190). Fatto in Senigaliia in casa di Antonio Caputo da Napoli. — Testimoni : Berardo da Becanati dottore in medicina, Pier Paolo di Jacopo da S. Vito e Marcellino Marcelli da Fano. — Atti Sebastiano Passer not. apost. ed imp. di Senigallia. 190. — 1492, ind. X, Dicembre 10. — c. 99. — Il procuratore di Giovanni