DOGE FRANCESCO FOSCARI 61 di Napoli, Francesco di Tronzano del fu Bartolomeo de’ conti di Lumello e Giovanni Marcello del fu Guglielmo di Nizza marittima. Maggio 20. — Le parti, riservato il consenso del re, promettono che Tortona, nel caso venisse in potere della lega, resterà con tutto il suo territorio al duca di Savoia, ciò in riforma dell’ articolo relativo qui sopra. Il tempo utile per la nomina dei collegati e per le ratificazioni comincierà da oggi. Testimoni: Matteo de! fu Bulgaro Vitturi, Lodovico e Girolamo del fu Girolamo da Molino, fra’ Gilberto dez Puig preceptor (commendatore) di Buriana, Gabriele Saplana, Lodovico Brancaccio detto Ambriaco di Napoli. Francesco e Stefano di Tronzano de’ conti di Lumello. — Atti Obertino de’ Ceruti da Fonta-netto da Po not. imp., Giovanni di Oliviero (Oliverii) di Maiorca not. e scrivano del re di Aragona, Dionisio del fu Nicolò Floriani not. imp. e scrivano ducale di Venezia, Andrea Ferrario da Livorno Vercellese not. imp. 190. — 1451, ind. XIV, Aprile 16. — c. 115 (114) t.° — Altra copia del trattato riferito al n. 189. 191. — 1451, (Aprile?). — c. 86 (85) t.° — Formola per la publicazione in Venezia dell’alleanza n. 189. 192.— 1451, ind. XIV, Maggio 12. — c. 71 (70) t.° — Patente ducale che conferma la rinnovazione della condotta di Beltrame Codronchi con 15 lande e 500 fanti, fatta, per un anno ed uno di rispetto, dal provveditore Pasquale Ma-lipiero. Data nel palazzo ducale di Venezia. 193.— 1451, ind. XIV, Maggio 12. — c. 85 (84). — Nicolò di Luca Trono, Lorenzo del fu Antonio Moro e Paolo del fu Nicolò Barbo cav., savii di Terraferma, espressamente delegati dalla Signoria, e Francesco de’ Ricci da Forlì dottor di leggi, segretario e procuratore di Caterina vedova del fu Antonio Ordelaffi vicario generale per la Chiesa in Forlì, e dei loro figli Cecco e Pino (procura in atti di Andrea del fu Ronomo Bonorni di Forlì), pattuiscono: Venezia accoglie sotto la sua protezione come aderenti e raccomandati gli Ordelaffi suddetti e i loro eredi e successori con tutti i beni che possedono al presente, promettendo difenderli. Quei signori avranno rispettivamente per amici e per nemici gli amici e i nemici di essa, dando ai primi e negando ai secondi ogni specie di aiuto e di favore. La Signoria darà agli Ordelaffi, o ad uno di essi, condotta di 100 cavalli a mezzo stipendio e senza prestanza; e in caso di guerra, condotta di 100 lancie a mezzo stipendio, restando in Romagna; se avessero a sortirne saranno trattati come gli altri condottieri. Se Venezia, facendo guerra in Romagna, acquistasse terre che avessero appartenuto alla giurisdizione di Forlì, fra questa città e le Alpi di Toscana, essa le cederà agli Ordelaffi. Farà poi, in tutto il suo territorio di Ravenna, nettare (mondifìcare) il fiume Ronco, e ciò faranno pure entro il lor dominio gli Ordelaffi, sicché l’acqua scorra libera e i molini di Ravenna ne