68 COMMEMORALI, TOMO XIV ducale che dichiara rinnovata per un anno e per uno di rispetto, dal 9 cori-., la condotta di Cristoforo (Mauruzi) da Tolentino ai servigi di Venezia (v. n. 220). Data come il n. 215. 217. — 1451. ind. XV, Febbraio 18 (m. v.). — c. 95 (94). — Il doge fa sapere a Carlo Gonzaga di avergli concesso il comando delle lancie spezzate del territorio di Treviso, e la condotta di 400 cavalieri, fra i quali 100 elmeti, continuandogli la provvigione di 400 ducati di camera il mese, più ducati 10 per lancia. Il Gonzaga sarà obligato a far la mostra delle sue milizie e a servire con esse qualunque volta gli verrà ordinato. Promette poi il doge di far restituire al detto signore e a suo fratello Alessandro tutte le terre e luoghi che avessero perdute e che fossero ricuperate dall' esercito di Venezia ; la restituzione ad Alessandro sarà subordinata alla sua promessa di fedeltà e all’adesione di esso Carlo. Circa i possedimenti dell’ attuale marchese di Mantova, essi pure saranno dati, essendo acquistati, a Carlo, trattine i beni dei conti di Persico che ritorneranno a questi. Tutto ciò che il marchese tiene nei territori di Verona e di Brescia tornerà a Venezia. Non acquistandosi Mantova, in luogo dei beni da restituirsi ai Persico si daranno a Carlo altre terre. Venendosi a pace con Lodovico Sforza o col marchese senza aver fatto i mentovati acquisti, Venezia procurerà che siano restituiti a Carlo i suoi possedimenti. Come condottiere sarà trattato il meglio possibile. La sua condotta durerà un anno, ed uno di rispetto (v. n. 218). Data come il n. 215. Si aggiunge che posteriormente fu accordata al Gonzaga condotta di 200 fanti. — Annotazione del 21 Aprile 1452. 218. — 1451, ind. XV, Febbraio 18 (m. v.). — c. 109 (108) — Carlo Gonzaga marchese ecc., in seguito al n. 217, dichiara di accettare e promette di osservare le condizioni in quello esposte, e qui riferite, della sua condotta ai servigi di Venezia. Dato a Venezia. — Sottoscritta dal Gonzaga e da Giovanni del Pizolo suo segretario. 219. — 1452, ind. XV, Marzo 11. — c. 145 (144). — 11 doge, in premio dei servigi resi allo stato dal condottiere Cristoforo Mauruzi del fu Nicolò da Tolentino, in seguito a deliberazione del Senato, concede al medesimo, rappresentato da Pasqualino di Giovanni da Tolentino (procura in atti di Giovanni del fu Stefano Danavoi), in feudo nobile, per esso e discendenti maschi legittimi, 1’ oppidum di Aviano in Friuli e le terre di S. Polo (di Piave) e di S. Giorgio del Patriarca nel distretto di Conegliano, con tutte le loro dipendenze e diritti, e gliene dà la investitura (v. n. 311). Fatto nella sala delle due nappe nel palazzo ducale di Venezia. — Testimoni : Andrea del fu Francesco Bernardo e Cristoforo Moro, procuratori di San Marco, Zaccaria Trevisano dottore, Andrea del fu Vittore Marcello, Paolo del fu