DOGE PASQUALE MALIPIERO 139 59- — 1459, ind. VII, Aprile 17. — c. 60 t.° — Matteo del fu Bulgaro Vitturi e Paolo del fu Egidio Morosini, procuratori del doge e della Signoria di Venezia (procura in atti di Domenico Belloui), e Francesco da Arezzo dottore in ambe, procuratore del duca di Modena ecc. (v. n. 58), pattuiscono: Il corso del-1' Adige sarà dalla sua linea mediana verso Padova nella giurisdizione di Venezia, e verso il Polesine in quella del duca, riservati i diritti dei particolari. La Rocca Marchesana rimarrà al duca che sarà obbligato di consegnare a Venezia i banditi e condannati da questa che colà riparassero. I penelli (sproni) costruiti nell’Adige per protezione degli argini saranno conservati, distrutti invece quelli inservienti a molini. I molini che si condurranno da luogo a luogo nel fiume lungo la riva veneta non pagheranno alcun diritto. E così i navigli che entreranno in Adige pel Budel del Lovo o ne sortiranno per la stessa via. Il duca non potrà esigere dazi o gabelle alla Passiva, riservata ad esso principe l’esazione di quei diritti che pagavano i naviganti nel fiume al tempo in cui Venezia possedeva il Polesine. La palata di Pizzone resterà intatta. Fatta nel palazzo ducale di Venezia, nella camera bianca. — Testimoni : Giovarmi del fu Bernardo dal Prato dottore in ambe e professore di diritto civile a Padova, Francesco Capodilista dott. in ambe, Antonio del fu Antonio Priuli e Jacopo del fu Dario Malipiero, Giovanni Bergomozzi del fu Nicolò da Modena e Francesco di Geminiano Vendegini da Ferrara. — Atti di Alessandro dalle Fornaci not. imp. e segretario ducale, e Domenico del fu Jacopo Belloni not. imp. e della cancelleria ducale. 60. — 1459, ind. VII, Aprile 28. — c. 61 t.° — Fra’ Nicolò Vunerin priore dell’ Ordine dei frati crociferi teutonici di S. Trinità in Precenico, elegge a procuratore suo e dell’ Ordine fra’ Pietro Ruxer con facoltà di fare quanto sarà d’ uopo per ottenere dalla Signoria veneta la liberazione di Pietro Zaparino. Fatto in Venezia in piazza S. Marco, nella stazione del rogatario. — Testimoni : Omobono Landò e Francesco dagli Elmi notai in detta piazza. — Atti Marco de’ Miani (o da Miane?) not. imp. (v. n. 61). 61. — 1459, ind. VII, Maggio 23. — c. 61 t.° — Fra’ Pietro Ruxer dei Crociferi teutonici di S. Trinità di Venezia, procuratore di Nicolò Vurm (v. n. 60) rappresentante il provinciale del detto Ordine, dichiara che la Signoria veneta, in seguito alle prove da lui offerte che il luogo di Precenico in Friuli, di giurisdizione dell’Ordine mentovato, godeva diritto d’asilo, gli restituì Pietro Zaparino che, bandito da tutti i domimi di Venezia dai rettori di Treviso, era stato arrestato in Precenico suddetto dal podestà di Marano (lagunare). Promette poi alla Signoria che lo Zaparino non si recherà più in Precenico, nè vi si accetteranno più rei di delitti enormi, trattine quelli di puro omicidio. Fatto in Venezia nella stazione del notaio Marco de’ Miani (o da Miane?). — Sottoscritta dal Ruxer e da Paolo de’ Liberali notaio. 62. — 1459, Giugno 4. — c. 62 t.° — Scanderbeg (Giorgio Castriotto) dichiara (in volgare) che per intimazione fattagli per ordine della veneta Signoria