278 rOMMEMORlALI, LIBRO XVII gli abitanti in Rovigo e sua viscontea che vi si trovavano nel giorno della venuta in poter di Venezia, potranno restarvi, tranne i ribelli ecc. come sopra. Il collegio dei notai conservi i suoi diritti e consuetudini ; il cancelliere del podestà chiamato in cause civili abbia il suo onorario; le criminali spettino unicamente al cancelliere del capitano. Si concede che, in memoria della venuta di Rovigo sotto la Signoria di Venezia, vi si tenga un mercato franco fra 1' Il e il 19 di Agosto. I rovighesi pagheranno come tutti gli altri i diritti che si esigono a Ca-varzere, Tor nuova e Bebbe. In compenso dei danni patiti nella guerra da quegli abitanti si daranno ad essi 400 staia di frumento pagabili in due anni. Data nel palazzo ducale di Venezia (v. n. 25). 30. — 1482, ind. XV, Novembre 12. — c. 63. — Condotta di Jacopo fratello del conte di Guido de’ Rossi signore di Berceto (rappresentato da Jacopo Canicio (?) dottore in ambe oratore e da Girolamo de’ Coli nunzio del detto conte — procura data in Filino, 11 Ottobre) ai servigi di Venezia, per due anni ed uno di rispetto, con 300 cavalli vivi, con obbligo di guerreggiare contro chiunque in Italia, ed al presente contro lo stato di Milano e i nemici del conte Guido, al quale obbedirà dovunque non si trovino capi generali veneti; e seguono altre condizioni di minor conto. Fatta nella sala vecchia del Maggior Consiglio in Venezia. — Testimoni: il cancellier grande Giovanni Diedo, Pietro Bianchi e Antonio Vinciguerra, ambi seg. due. — Atti Gipv. Pietro Stella. 1483, Gennaio 10. — V. 1483, Gennaio 19, n. 31. 31. — 1483, Gennaio 19. — c. 25. — Breve di papa Sisto IV al vescovo di Forlì (Alessandro Numai). Gli trasmette i brevi (di cui si ha il testo nell’allegato) da presentare all’imperatore e ad altri principi di Germania; esso vescovo informerà sull’ impressione prodotta da quei documenti. Dato a Roma presso S. Pietro. — Sottoscritto da L. Griffo. Allegato: 1483, Gennaio 10. — Breve diretto all’imperatore. Gli partecipa di aver conclusa la pace fra i potentati d’Italia; pace necessaria special-mente ora cl)e la cristianità è minacciata dai turchi. A completare l’accordo manca Venezia che prosegue la guerra contro Ferrara, e perciò prega 1’ imperatore de’ suoi uffici presso il doge onde deponga le armi e si unisca agli altri stati italiani Se Venezia non si arrendesse, alia provisione opus essel, non dovendosi tollerare che un solo principe pregiudichi tutta la cristianità. Segue nota che simili brevi furono mandati ad altri principi. Copia autenticata (nello stesso libro de’ Commemoriali) da Giovanni del fu Pietro Borghi, Antonio del fu Giovanni Landi, Gian Pietro Stella e Gaspare dalla Vedova, tutti segretari ducali. 1483, Febbraio 22. — V. 1483, Maggio 23, n. 38. 1483, Marzo 3. — V. 1483, Luglio 28, n. 39.