DOGE CRISTOFORO MORO 195 1162, Dicembre 14. — V. 1479, Giugno 24, n. 133. 1465, Maggio 4. — V. 1481, Maggio 21, n. 172, 1466, Maggio 10. — V. 1466, Dicembre 20, n. 16. 16. — 1466, Dicembre 20. — c. 3. — Ferdinando I re di Sicilia, Gerusalemme ed Ungheria fa sapere di aver date le seguenti risposte a richieste di Bernardo Marioni inviato della Signoria di Venezia (le domande sono in volgare): Gli ufficiali alle dogane e ai dazi in Trani non potranno riscuotere sulle vendite fatte da veneziani e tranesi a mercanti forestieri più di grana 7 per onza il martedì, e più di 12 gli altri giorni, come fu sempre l’uso. Sulle merci in esportazione per mare da Trani i veneziani e sudditi non paghino più di grana 9 per onza, come sempre. Si osservi dai doganieri di Barletta il prescritto dall’ allegato A. Si osservino i patti rispetto al pagamento dei dazi sulle merci portate dai veneziani in Trani al tempo delle fiere. Si prescrivono le norme pel trattamento doganale del ferro portato dai veneziani in Trani, e di qui nelle provincie di Calabria, Basilicata, Terra d’Otranto e Terra di Bari, I veneziani devono essere esenti dall’una per 100 e dalla nuova imposta sulle navi in tutto il regno, e segnatamente in Brindisi. Il re provvederà che sieno osservati in Lecce i privilegi dei veneziani. I veneziani aventi liti civili nel regno potranno non rispondere alle citazioni che li chiamano davanti a giudici che non sieno i lor consoli, e contro essi, in tali casi, non si potranno fare atti esecutivi. I privilegi e franchigie dei veneziani nel regno si debbano osservare alla lettera dei documenti che li portano, i dubbi si interpreteranno a favore di quelli; siano nulle le concessioni fatte a chiunque che fossero contrarie ai detti privilegi i quali restano di nuovo confermati. La gabella detta della balestra che si esige nel regno sulle navi dirette all’ Egitto, sia pagata anche a Napoli con 7 ducati o con una balestra effettiva a prescrizione per nave. Confermando tali sue concessioni, il re ne ordina la stretta osservanza a chi spetta, e prima ad Alfonso duca di Calabria suo primogenito e vicario generale e a Federico di Aragona altro suo figlio e luogotenente nella Capitanata e Terre dì Bari ed Otranto. Dato nel castelnuovo di Napoli per mano di Onorato di Aragona Caetani conte di Fondi, logoteta e protonotario del regno. — Sottoscritta dal re, Pa-scasio Garlon, Antonello de’ Petrucci, Anello Arcamone presidente pel gran camerlengo (?), Pietro Cola de Alessandro presidente, Tomaso . .. Allegato : 1466, Maggio 10. — Il re Ferdinando al doganiere di Barletta. Gli ripete l’ordine che i veneziani siano esenti dal diritto di piazza sui grani che esportano. Data come sopra. 17. — 1467, Settembre 16. — c. 5 t.° — Paolo II papa a Bessarione card, vesc. di Tuscolo. Ad istanza di questo, gli concede di revocare ed annullare la donazione da lui fatta dei propri libri al monastero di S. Giorgio Maggiore di Venezia, per donarli invece, con quelli acquistati dopo, alla chiesa di S. Marco