DOGE AGOSTINO BARBARIGO 311 Fatto in Fiera di Primiero. — Testimoni: Corrado Griesteter, Leopoldo Trautenslorfar, Corrado Ochsenfurt vicario delle miniere in Primiero e Giovanni Cagnar montanisla ivi. — Atti come al n. 143 (v. n. 145). Segue annotazione che Alvise Dardani veneziano dichiarò al doge di ratificare quanto sopra per ciò che lo concerne, essendo anch’esso da comprendersi fra i sopradetti. 145. — 1488 (1487), ind. VI, Dicembre 31. — c. Ili t.° — Essendo stati liquidati in fiorini 23627, lire 4, grossi 5, quattrini 2 renesi i danni dati ai veneziani, in Bolzano e in altri domini dell’arciduca Sigismondo, che dovevansi risarcire in forza del n. 138; Antonio Cavalli e Jacopo Fugger, rappresentante anche i propri fratelli (procura data in Augusta, 18 Dicembre in atti di Giovanni Fischer di Tinchlspunt), si dichiarano solidalmente debitori e mallevadori del pagamento della detta somma, nonché delle altre che fino alla ventura Pasqua si trovassero dovute per la stessa causa (ultimo termine che si accorda ai danneggiati per le denunzie). Il doge col Collegio, accettando tale obligazione, scioglie da ogni responsabilità e dichiara liberi Baldassare Welsperg, Nicolò di Firmian e Cristoforo Hastat, cavalieri, nonché il Cavalli dal vincolo di ostaggio, e fermi gli obblighi dell’arciduca (v. n. 144 e 146). Fatto in Venezia, nel luogo ove si bollano le ducali. — Testimoni: Giovanni Trevisano del fu Cristoforo, Nicolò del fu Ruggero Balbi a Thebis e Lodovico Zamberti notaio degli avogadori di comune. — Atti Federico Ormanetti. 146. — 1488, ind. VI, Marzo 11. — c. 113. — ¡strumento in cui si dichiara che Michele Cipolla dott. in ambe, del fu Bartolomeo dott. e cav. di Verona, giudice a Brescia, e Apollonio de’ Boni e Pier Francesco Pedrocchi, bresciani, rappresentanti e delegati di Domenico Marini podestà e vicecapitano in detta città (procura 26 Febbraio in atti di Francesco da Lugo), facienti per la republica, in esecuzione del trattato n. 138, consegnarono a Pangrazio Kuen (v. allegato) i seguenti luoghi occupati dai conti di Lodrone : la villa di Storo; il 12 detto, nella chiesa di S. Giustina della Pieve di Bono : Condino, Brione, Cimego, Castello e la Pieve predetta; nella chiesa di S. Maria di Tione: la pieve di Tione con tutti i luoghi dipendenti. E, distrutte le fortificazioni di Storo, il Kuen dichiara di avere ricevuti i predetti luoghi, ed assolve in nome del suo mandante Venezia da qualsiasi obbligazione per quelli, promettendo che non verrà mai nei detti luoghi costruito alcun fortilizio, e che i loro abitanti saranno accolti in grazia dall’arciduca e dal vescovo di Trento, conservando loro i rispettivi privilegi e consuetudini (v. n. 148 e 164). Fatto (la prima parte) nella chiesa di S. Floriano di Storo, pieve di Condino. — Testimoni: Costantino del fu Graziadio de’ Boni da Brescia, Marco del fu Antonio da Vione, Giovanni del fu Antonio de Boverio e Natale figlio di Rosolina da Cazanico (Casanico?). — Atti Francesco del fu Antonio da Lugo di