326 COMMEMORALI, LIBRO XVII 207. — 1493, Maggio 4. — c. 165 t.° — Bolla di Alessandro VI papa al patriarca di Costantinopoli (Girolamo Lando ?), al vescovo Calamonense (di Retimo, Bartolomeo Zio?) e al pievano di S. Maria del Giglio di Venezia. Ad istanza del doge patrono, di Alvise Zoia pievano o dei procuratori della chiesa di S. Giovanni di Rialto, incarica i destinatari, od uno di loro di vegliare all’esecuzione delle seguenti norme: Il doge o un suo rappresentante, il pievano, i beneficiati e i procuratori eleggeranno e presenteranno i nuovi titolari dei benefìci in essa chiesa; il primicerio di S. Marco li instituirá; il numero dei beneficiati sarà proporzionato alle rendite della chiesa, fissando a 30 due. d’oro l’annuo onorario di ciascuno, oltre gl’incerti; pel pievano 100 due., e per tutti l’abitazione; tutti con obligo di continua residenza. Accorda al clero di detta chiesa i privilegi goduti da quello della ducale di S. Marco (v. n. 155 e 225). Data a Roma presso S. Pietro (/ V non. Maii). — Sottoscritta Jo. Lilias. 208. — 1493, Maggio 8. — c. 157 t.° — Il doge al duca di Milano. Accusa ricevuta della ratificazione n. 205, presentata da Taddeo (Vimercati) oratore d’esso duca a Venezia (v. n. 206 e 209). Segue nota che eguale documento fu mandato al duca di Bari. 209. — 1493, ind. XI, Maggio 8. — c. 158 t.° — Ducale che ratifica in nome di Venezia l’alleanza n. 196 (v. n 210). Data nel palazzo ducale di Venezia. 210. — 1493, Maggio 8. — c. 159 t.° — 11 doge all’ambasciatore veneto a Boma. Gli trasmette la ratificazione n. 209 (di cui altro esemplare fu mandato a Milano) onde la consegni al papa (v. n. 211). 211. — 1493, Maggio 8. — c. 159 t.°—Il doge all’oratore veneto a Milano. Taddeo, inviato di quel duca, presentò i documenti n. 205 e 206. Gli manda il n. 209 da consegnare al duca di Bari (v n. 212). 212. 1493, Maggio 41. — c. 159. — II duca di Milano dichiara di avere ricevuto dall’ oratore veneziano Benedetto Trevisano ecc. la ducale n. 209. Data a Pavia. — Sottoscritta da B. Calco (v. n. 211 e 214). 213. — 4493, ind. XI, Maggio 15. — c. 167. — Istrumento in cui si dichiara che il doge, facendo anche pel pontefice, condusse ai servigi comuni della Chiesa e di Venezia Pandolfo Malatesta signore di Rimini (rappresentato da Antonio de Caucorio — procura in atti di Andrea di Sante de’ Magnaroli not. di Rimini) per due anni dal 1 Giugno venturo, con 7000 d'oro da 124 soldi l’anno; servirà con 100 elmetti in Italia dovunque gli sarà comandato dai rappresentanti dei potentati conducenti. Questi accolgono in protezione il Malatesta co’ suoi figli, discendenti, stati e beni. Seguono altre condizioni di minor conto (v. n. 196). Fatto nella sala nuova d’udienza del palazzo ducale di Venezia. — Testimoni: il cancellier grande e tre segretari ducali. — Atti Bernardino Ambrosi.