200 COMMEMORI ALI, LIBRO XVI cesco de' Medici di negoziare e concludere alleanza col papa e cogli altri principi italiani. — Valevole per due mesi. Data nell 'auditorio del palazzo publico di Firenze — Testimoni: Fra’ Nicolò di Bernardo e fra’ Guglielmo di Amerigo, custodi del sigillo. — Alti Bartolomeo Scala e Antonio di Mariano Muzzi, primo e secondo cancelliere del popolo di Firenze, e di Bernardo di Bartolomeo Cennini not. Allegato E: 1470, ind. IH, Luglio 21. — Sindicato con cui il doge e la Signoria di Venezia danno facoltà ad Andrea Vendramino proc. di S. Marco e à Lodovico Foscarini dott. in ambe, ambasciatori presso il papa, di negoziare e concludere con questo in nome di Venezia la rinnovazione dei trattati di alleanza fra i potentati d’ Italia. Fatto nel palazzo ducale di Venezia. — Testimoni tre segr. ducali. — Atli Domenico Belloni not. imp. e scriv. due. 1470, Dicembre 30. — V. 1471, Gennaio 21, n. 30. 26. — 1471, Gennaio 1. — c. 44. — Istrumento in cui, considerato il progresso in Oriente dei turchi condotti dal sultano Maometto, e il loro minaccioso avanzarsi verso l’Italia, essendo ormai dopo la presa di Negroponte padroni del mare, si dichiara che Ferdinando re di Sicilia e la Signoria di Venezia, i primi minacciati dopo il papa per la Chiesa, fidenti dell’efficace appoggio di quest'ultimo, che sperano unirà all’uopo tutti i principi d’Italia, ai quali si fa espresso invito, pattuirono (essendo Venezia rappresentata da Vittore Soranzo) : Le parti predette contraggono alleanza difensiva contro i turchi, per 15 anni dalla conclusione, per tutti i loro domini. Durante la guerra fra i musulmani e Venezia il re fornirà a questa 20 galee e 4 navi bene armate a sue spese, che si useranno come disporranno le parti o i capitani delle due flotte ; e la republica combatterà con 50 galee ed 8 navi, da usarsi come sopra. Se i turchi o altra potenza non italiana attaccassero il re per mare, Venezia lo soccorrerà con 20 galee e 4 navi che manterrà e si useranno come sopra. Che se essa avesse impegnate tutte le sue forze contro i turchi, e il re venisse attaccato da una potenza non italiana, egli potrà trattenere a propria difesa, o richiamarli, i legni che è tenuto a dare, o avesse già dati in soccorso di Venezia. Entro due mesi dopo la publicazione della presente le parti pregheranno il papa di entrare nell-alleanza, prendendo la croce ad offesa dei turchi. Impetreranno da lui di poter imporre la decima sui beni ecclesiastici posti nei rispettivi stati, la vigesima sugli ebrei e la trigesima sugli altri lor sudditi, per sopperire alle spese della guerra. Le parti faran fornire alle due squadre viveri ed altro dai rispettivi paesi ai prezzi correnti. Esse non faranno tregua o pace coi turchi, o con altri con cui avessero guerra in comune, senza darne contezza l'una all’altra ; però la parte offesa e guerreggiante, come è oggi Venezia, possa far dette tregua o pace, ma non senza includervi l’alleata. Gli acquisti che si facessero in guerra dalle squadre alleate siano di spettanza comune, da dividersi poi in proporzione del concorso alla flotta comune ; ciò s’intenda di tutti i luoghi acquistati anche da una delle squadre dopo