DOGE GIOVANNI MOCENIGO 295 80. — 1484, Dicembre 8. — c. 46. — Il doge al duca di Milano. Accusa ricevimento del n. 76, ammettendone le riserve (v. n. 81). 81. — 1484, Dicembre 18. — c. 48. — Il doge al duca di Savoia. Accusa ricevimento dei n. 73 e 77 (v. n. 82). 82. — 1484, Dicembre 18. — c. 48. — Il doge a Francesco di Savoia. Accusa ricevimento della lettera n. 77 (v. n. 83). 1485, Febbraio 6. — V. 1485, Febbraio 26, n. 83. 83. — 1485, ind. Ili, Febbraio 26. — c. 55. — In seguito al trattato n. 45, perdurando in Roma le negoziazioni per una pace generale fra i principi d’Italia, senza probabilità di prossima conclusione, la Signoria di Venezia e il duca di Milano pensarono, a tutela dei rispettivi e comuni interessi, di stringere vincoli particolari, seguendo la forinola del trattato n. 76 del libro XVI; laonde il plenipotenziario della prima (v. allegato A) e Gian Galeazzo Maria Sforza Visconti duca di Milano ecc., col consenso di Lodovico Maria Sforza suo zio, tutore, curatore, luogotenente e capitano generale, pattuiscono : È stretta alleanza fra i due potentati per 25 anni, e più se cosi loro piacerà, a difesa dei rispettivi stati in Italia contro chiunque gli offendesse non provocato; la presente non pregiudicherà agli altri trattati che legano i contraenti con altri principi e stati, il che non implica che 1’ una delle parti abbia perciò a partecipare in modo alcuno alle alleanze ed oblighi dell’altra con terzi. Venezia guarentirà al duca di Rari la sua posizione presente rispetto a quello di Milano fino a che questi raggiungerà 1’ età maggiore. Le parti manterranno almeno 6000 cavalieri e 2000 fanti per ciascuna in tempo di pace, e 8000 dei primi e 4000 dei secondi in tempo di guerra. In caso di guerra non si farà pace nè accordo; e segue come nel mentovato n. 76 del libro XVI, parlandosi qui sempre di due soli contraenti, limitandosi la spesa a 2500 due. d’ oro il mese da contribuirsi in caso di guerra marittima per le 20 galee, ed omessa l’ammissione del duca di Ferrara. La lega sarà publicata quando piacerà alle parti. Niuna di queste potrà condurre ecc. come nel detto trattato, conformi al quale sono anche gli articoli relativi alla ratificazione e alla non derogazione al trattato di Lodi. E col presente si ratifica la pace n. 45 (v. n. 87). Fatto nel castello di Porta Giovia in Milano, nella stanza da letto del duca. — Testimoni: Pallavicino del fu Rolando marchese Pallavicini governatore, Filippo dèi fu Pasino Eustachio conte e prefetto del castello, consiglieri ducali, Luigi di Gabriele Terzaghi segretario del duca di Bari e Bartolomeo Calco primo segretario del duca di Milano. — Sottoscritto dai duchi di Milano, da Gian Pietro Stella segr. due. di Venezia e Bartolomeo Calco suddetto. Allegato : 1485, ind. Ili, Febbraio 6. — Sindicato con cui il doge coi suoi consigli danno ad Antonio Vitturi cav. facoltà di negoziare e concludere un trattato di alleanza col duca di Milano e col suo luogotenente, tutore ecc. duca di Bari.