280 COMMEMORIAU, LIBRO XVII 36. — 1483, ind. I, Maggio 10. — c. 18. — Istruinento in cui si dichiara che volendo Renato duca di Lorena portare aiuto a Venezia nella guerra contro il duca di Ferrara, pattuì col doge di servire personalmente fino alle fine della guerra stessa con 1500 cavalli e 1000 fanti, i primi ad assoluta disposizione d’ esso duca Renato, colla paga deliberata nel n. 34, dal 1 Giugno, e coll’ onoranza di due. 10000 l’anno al medesimo principe. Le milizie saranno nel Veneto il 1. Luglio (v. n. 35 e 37). Fatto nel palazzo ducale di Venezia. — Testimoni : Giovanni Diedo cancell. gr,, Pietro Bianchi, Antonio Vinciguerra e Giorgio Negri, segr. ducali. — Atti Lodovico di Jacopo de’ Manenti e Gian Pietro Stella. 37. — 1483, ind. I, Maggio 16. — c. 18 t.° — Patente ducale dichiarante i patti della condotta di Renato duca di Lorena come nel precedente. Data nel palazzo ducale di Venezia. 38. — 1483, ind. I, Maggio 23. — e. 19. — Istromento della condotta di Costanzo Sforza signore di Pesaro, ecc., rappresentato da Bartolomeo Mancini (v. allegato), ai servigi di Venezia, per due anni ed uno di rispetto. In forza ili essa la republica prende in protezione, pel tempo suddetto, i domimi dello Sforza, promettendo difenderli contro chiunque, di includerlo come proprio aderente in qualunque trattato di pace essa facesse in Italia. Egli avrà il grado di gover-nator generale delle milizie di quella, quando si troverà a separata impresa, e gli si darà il vessillo di S. Marco. In tempo di guerra avrà 50000 fiorini e 30000 in pace durante la ferma; e si dichiarano le norme pel pagamento. In tempo di guerra servirà in persona con 300 elmetti (da 4 cavalli l’uno), 40 balestrieri e 175 fanti. Si recherà ovunque sarà mandato in Italia. E seguono altre condizioni per la disdetta della ferma, gli alloggiamenti, la giurisdizione d'essu Sforza, 1’ accettazione dei militi, i prigionieri e i beni che prendesse ecc. Se lo stato di Milano togliesse allo Sforza le sue terre poste in esso, egli potrà far rappresaglia per 200 fiorini 1’ anno contro i tenitori d’ esse terre, fino a restituzione delle stesse. Fatto nella sala della Quarantia criminale nel palazzo due. di Venezia. — Testimoni due segretari ducali. — Sottoscritto dal Mancini. — Atti Lodovico de’ Manenti e Gaspare dalla Vedova. Allegato: 1483, Febbraio 22. — Costanzo Sforza di Aragona, conte di Cotignola, signore di Pesaro ecc., capitano d’ armi, premessi i motivi che lo indussero a desiderare di entrare al servizio di principe grande, fra altri l’esempio di suo padre Alessandro, crea all’ uopo suo procuratore Bartolomeo Mancini di Pesaro, dandogli i poteri occorrenti. Data a Pesaro. — Sottoscritta dallo Sforza e alla registrazione da Matteo Perusino. 1483, Giugno 13. — V. 1483, Luglio 28, n. 39,