140 COMMEMORIAI.I, LIBRO XV da Lorenzo Moro capitano in Golfo, quantunque abbia tolto la terra del Siili ai Turchi, e non alla detta Signoria, ossequente agli ordini di questa, consegnò la detta terra al conte di Scutari, presente il Moro. Aggiunge che starà al giudizio del governo veneto sul tenere per se o cedere a questo altre ville tolte agl’ infedeli. Data nel castello di Alessio. 63. — 1459, ind. VII, Luglio 17. — c. 63. — Non essendo stata corroborata da regolare ¡strumento la donazione fatta a Francesco Sforza duca di Milano della casa a S. Polo in Venezia che fu già di Erasmo Gattemelata, casa della quale prese possesso Antonio Guidobono segretario e oratore del duca, e che fu poi sempre occupata dagli inviati di questo, il doge e la Signoria ripetono solennemente la donazione al detto principe, eredi e successori suoi. Fatto nella sala vecchia del Maggior Consiglio in Venezia. — Testimoni : F. della Siega cancellier grande, e tre segretari ducali altre volte nominati. — Atti Ulisse del fu Graziadio Aleoti e Lodovico de’ Bracchi, il primo segretario, l’altro scrivano ducale. 64. — 1459, Dicembre 8 (*). — c. 64. — Risposta (in volgare) data dal duca di Modena ad un ambasciatore veneto : Premesse dichiarazioni dei più caldi sentimenti di amicizia per la republica, giustifica la chiusura, da esso duca ordinata, d’un ramo del Po, coi vantaggi che ne risentiranno i territori di Ferrara e di Ravenna, e col suffragio degli ingegneri non solo ducali, ma ben anco dei milanesi, fiorentini e mantovani, ed appellandosi all’esempio di quanto fu fatto da Venezia nell’Adda, testimonio Andrea Dandolo che fu presente ai lavori. Spera che Venezia non si opporrà per mi piccolo suo interesse ad opera sì vantaggiosa e tale riconosciuta da tutta Italia, la quale non apporterà alla republica il minimo danno, e potrà essere distrutta tagliando l'argine di chiusura. Nè per quei lavori sarà reso impraticabile il porto alla foce del ramo da chiudersi, che avrà sempre acqua sufficiente per i piccoli legni soliti. Dichiara poi esso duca non voler toccare i trattati, coi quali nulla ha a vedere la questione presente. Prega quindi che non gli si impedisca un’ opera di molto vantaggio a’ suoi sudditi e di nessun danno agli altri. (*) Data della presentazione del documento al doge. 65. — 1460, ind. Vili, Maggio 14. — c. 63 t.° — Patente ducale che conferma pei due anni di rispetto la condotta di Bartolomeo Colleoni ai servigi di Venezia in qualità di capitano generale (v. n. 28). Data nel palazzo ducale di Venezia. * 66. — 1460, Giugno 25. — c. 64 t.° — Ferdinando re di Sicilia ecc. al doge Dichiara di aver mandato alcune galee nell’ Adriatico per tutelare i suoi sudditi