doge: marino grimani. 93 1598, Giugno 6. — 1598, Giugno 12, n. 41. 41. — 1598, ind. XI, Giugno 12. — c. 49. — Non avendo la camera di Udine potuto pagare l’intiera quantità di vino dovuta al Capitolo di Aquileia in forza del n..2i>, i rappresentanti di quello e della Signoria nominati in detto documento s’accordarono, in esecuzione dell’allegato, che, invece dei 111 congi di vino mancanti, la detta camera darebbe al Capitolo 144 staia e 2 quarti di miglio. Fatto in Venezia nello studio del rogatario. — Testimoni : Giov. Battista del fu Francesco Gentile e Giovanni di Ettore Vignoni, veneziani. — Atti Antonio Callegarini not. imp. apost. e veneto. Allegato : 1598, Giugno 6. — Deliberazione (in volgare) del Senato che dà facoltà a Marco Querini ed Andrea Morosini di regolare come sopra la contribuzione dovuta al Capitolo di Aquileia. 42. — 1599, Gennaio 2. — c. 50. — Breve di papa Clemente Vili a Sofia Malipiero,'badessa nel monastero, di S. Maria delle Vergini di Venezia, dell’ ordine di S. Agostino, congregazione di S. Marco di Mantova. Rimasta vacante per la morte di Maria Benetti la dignità di badessa in esso monastero, soggetto immediatamente alla S. Sede e di giuspatronato del doge ; il pontefice, considerando essere la Malipiero in età di oltre 60 anni e già da più di 30 professa, vista 1’ unanime elezione di essa fatta dalle monache e 1’ approvazione del doge ; la conferma nella detta dignità vita durante, e dispone che il patriarca di Venezia, il nunzio apostolico o il vicario della chiesa di S. Marco ne la mettano in possesso (v. n. 48). Dato a Roma presso S. Pietro. — Sottoscritto da M. Vestri Barbiani. 43. — 1599, Febbraio 2. — c. 91. —1 Brano di lettera (in volgare) di Gian Carlo Scaramelli, segretario residente a Napoli, alla Signoria. Riferisce la discussione da lui avuta col viceré che si era lagnato pei dazi che Venezia esigeva nell’ Adriatico sul ferro trasportato da Trieste nel regno da regi sudditi. In essa il segretario sostiene il diritto della republica sul mare ; ricorda che ne’ tempi autichi il ferro era importato nel regno, facendo tutto capo a Trani, dai soli veneziani, come lo provano i due allegati e i molti privilegi largiti a quelli fin da re Roberto, poi da Giovanna I, da Roberto di Taranto imperatore di Costantinopoli, Ladislao ed Alfonso I ; ricorda ancora che il commercio delle mercanzie provenienti dalle fiere di Bolzano, delle pannine di Bergamo e di Verona è fatto esclusivamente da sudditi veneti che portano le dette merci ed altre alle fiere di Lanciano, Nocera, Aversa e Salerno, ed a Napoli. Allegato A : 1463, Febbraio 25. — Versione in volgare di articolo del documento riferito al n. 91 del libro XV, circa il dazio da pagarsi dai mercanti veneziani sul ferro da essi importato nel regno. Allegato B : 1466, Dicembre 20. — Versione come sopra di concessione fatta da re Ferdinando I, che fa esenti dal pagamento di dazio le importazioni