51 COMMEMORI ALI, LIBRO XXV. d’ accordo si ponga fine alle violazioni del territorio ottomano e dei patti e sia ricondotta la tranquillità. Dato a Costantinopoli (v. n. 39). 36. —• 1588, Dicembre. — c. 25 t.° — Si nota (in volgare) che il 17 corr. furono dal Senato assegnati a Camillo Zanetti 100 ducati in compenso di un metodo per ravvivare le scritture sbiadite, il quale metodo fu, con buona riuscita esperimentato, il 23, dai segretari Celio Magno e Francesco Vianello. 37. — 1589, Giugno 1. — c. 59 t.° — Versione in volgare di lettera di Amurat sultano dei Turchi al doge, lettera presentata da Ali spalli siliclar venuto col. dragomanno Matteca Saivago. Espone che alcuni mercanti turchi bosniaci, nel ritornar da Venezia con merci, furono da uscocchi catturati e spogliati nelle acque venete non lungi da Glissa ; che il maestro di casa del beglierbei di Bosnia, all’ uopo inviato, non potè ricuperare che poca roba, e riferì che il capitano delle galee venete contro Uscocchi aveva fatto accompagnare i detti mercanti da uno dei suoi legni. Chiede che ai medesimi mercanti, i quali ora si recano a Venezia, sia resa giustizia, dato pieno compenso e siano castigati i colpevoli del fatto ; tanto più che Venezia aveva guarentito della sicurezza dei luoghi ove il fatto avvenne quando il sultano volle provvedervi con propri legni; il che farà in avvenire se ora non ottiene soddisfazione. Avverte che non accetterà scuse, ma che considererà come rottura dei trattati il rinnovarsi di simili fatti, nè che soffrirà che 1’ affare sia trascinato lungamente (v. n. 41). Data a Costantinopoli. t 38. — 1589, ind. II, Giugno 9. — c. 36. — Istrumento in cui si espone che il reverendo Paolo Moro procuratore di Pier Angelo Cimino da Napoli (procura 4 ottobre 1588, in atti di Lucio Ferrario, autenticata da Francesco degli Oddi ivi console veneto) dichiarò essere stati inscritti a suo credito in tal qualità due. 2,504 grossi 20 nel banco Gradenigo, per altrettanti pagati per ordine della Signoria da Paolo Paruta, cassiere del Collegio, per le cause espresse in decreto del Senato. E perciò esso Moro fa piena quitanza alla Signoria. Segue copia della partita oggi aperta nel detto banco. Fatto nello studio del rogatario in piazza S. Marco a Venezia. — Testimoni: Fabrizio di Giulio Beaciani, Giovanni di Andrea dagli Scudi e Vincenzo del fu Pasqualino Bognolo. —- Atti Vittore del fu Lodovico de’ Maffei not. irnp. e veneto. 39. — 1589, Giugno 9. — c. 61. —• Versione di lettera di Sinan pascià gran visir al doge, conforme al n. 37. Qui si ribadisce 1’ obligo di Venezia di tener sicuro il mare contro gli Uscocchi (v. n. 45). 40. — 1589, Luglio 8. — c. 48. — Breve di papa Sisto V al nunzio apo-