DOGE: NICOLÒ DA PONTE. colla figlia del duca di Mantova. Fu scritto poi ai rettori di Verona perchè onorassero i detti principi nel loro ritorno in Germania. — Nel documento sono anche nominati: Cornuda, Feltre, Marghera, Mestre e Pellestrina; don Alfonso d’Este, un Badoaro governatore di galea, Alvise Bonrizzo segretario ducale, Marco Antonio Barbaro proc. di S. M. e Paolo Tiepolo proc. di S. M. e cav., savi del Consiglio, ed Alvise Foscari. E pubblicata in : Cerimoniali e feste in occasione di avvenimenti e passaggi negli stati della repubblica veneta di duchi, arciduchi ed imperatori dell' augustissima Casa d'Austria dall' anno 1361 al 1797, raccolti ecc. da Teodoro Toderini, Venezia, 1857, in 4.°, pag. 31 segg. 68. — 1578, Febbraio 18 (m. v.) — c. 04. — Annotazione della consegna fatta, per deliberazione del Senato del 15 corr., da Domenico Galeotto massaro degli avogadori del comune, coll’intervento di Vincenzo da Canale e dell’interprete Michele Membre, di 902 pezze di zambellolti a Mohamed figlio del fu Legen di Anguri (Angora) quale erede di Cogia Ali morto ; e di altre 325 pezze a Jussuf figlio di Catil procuratore di- Cani Cali fa ed Achagi piri di Cagi Mu-stafà ; presenti alcuni turchi che si nominano. (È in italiano). — Sottoscritta da Michele Membre. 69. — 1579, Marzo 9. — c. 75 t.° — Risposta (in volgare) data dal Collegio al segretario (Francesco Pannini ?) del duca di Ferrara. Avendo questi in forza della convenzione vigente chiesto la consegna di Giovannino dai Carri o Miaro, bandito dagli stati del duca ed ora arrestato in Padova ; si risponde essere, giusta le leggi venete, il detto individuo suddito della republica per lunga dimora in Polesine; sarà quindi giudicato in Venezia coll’intervento facoltativo di un rappresentante d’ esso duca. 70. — 1579, ind. VII, Marzo 14. — c. 80. — Istrumento in cui Pomponio Cirnicchio giudice ai contratti e Francesco Giosio o Gioioso notaio di Taranto attestano che, a richiesta di Alfonso di Aragona, Donato Antonio Legala, Girolamo Nasuto e Pietro Negrone, di detta città, recatisi con questi al fondaco di Domenico Manarini posto presso quello di Matteo Scangeli, i detti chiedenti dichiararono (in volgare) che della nave già nominata Giralda ed ora S. Antonio di Padova, salpata da quel porto il 24 febbraio alla loro presenza, non ebbero ulteriori notizie, e giudicano sia andata a destino, aggiungendo eh’ era vecchia e già in cattivo stato. Fatto in Taranto, regnante Filippo II d’ Austria re di Castiglia, Aragona, Francia, Due Sicilie, Gerusalemme, Ungheria ed Irlanda. — Testimoni : Mario Morone, Antonio Altamura e Fabrizio Trocco, tutti di Tarauto. Segue 1’ attestazione della legalità del notaio Francesco Gioioso sopradetto, fatta dall’ università della città di Taranto, sottoscritta da Cataldo Antonio Traversi cancelliere. 71. — 1579, ind. VII, Giugno 16. — c. 88 t.° — Avendo Francesco de’ Me-