196 COMMEMORIALI, LIBRO XXVIII. stato, gran cavaliere di S. Stefano, allo Zati e al Pandolfini nominati nel n. 104, di stipulare e concludere il trattato allegato al n. 112. Data a Livorno. — Sottoscritta dal granduca e da Lorenzo Poltri. 1643, Maggio 26. — V. 1643, Giugno 2, n. 112. 112. — 1643, Giugno 2. — c. 150. — Il doge, per deliberazione del Senato ratifica (in italiano) 1’ allegato promettendone 1’ osservanza. Sottoscritto da Marco Antonio Padavino segretario. Allegato : 1643, Maggio 26. — Documento in cui si dichiara (in italiano) che non essendo riuscito quanto s’ era proposto il trattato n. 105, quantunque si fosse ottenuto di stornare 1’ aggressione armata dai domini del duca di Parma in Lombardia ; riconoscendosi all’ uopo necessari mezzi più efficaci ; i rappresentanti di Venezia Nani e Gussoni, e quelli del granduca di Toscana (v. n. Ili) e del duca di Modena (v. n. 110) pattuirono: Le forze della lega sono portate a 18,000 fanti e 2,000 cavalli, o più se sarà convenuto d’ accordo, fornite e pagate in proporzione del pattuito in detto trattato. Che tali forze siano divise in due corpi, uno di 8 o 9,000 fanti e 900 cavalli, 6,000 dei quali fanti dati da Toscana, che operi dalla parte di quello stato ; 1’ altro da adoperare al di quà. Ambi i corpi avranno lo stendardo della lega. Che per ciascun corpo'sia formata una consulta di guerra, ove ogni collegato abbia un voto, nella quale siano deliberate le operazioni a maggioranza. Il comando in Toscana e da quella parte sarà del granduca ; « dalla parte di quà », del duca di Modena, salvo il diritto di Venezia stipulato nel n. 105 quando le milizie fossero riunite. Ai viveri, munizioni, artiglierie, attiragli ecc. dalla parte di Toscana provvederà il granduca, dall’ altra il collegato più vicino, possibilmente commisurandosi poi la spesa proporzionalmente giusta il pattuito. Le mosse dell’ esercito negli Stati pontifici si faranno in uno stesso giorno, assicurando prima la riva del Po verso gli stati di Venezia e il passaggio d’ esso fiume. I luoghi conquistati staranno a disposizione della lega, la consulta ne delibererà il presidio. Niuno dei collegati potrà far pace o tregua senza il consenso degli altri. Resta in vigore il trattato citato di sopra, di cui il presente sarà come un’ appendice, e quindi 1’ obligo dei confederati di aiutarsi e nell’ offesa e nella difesa. È riservato luogo al duca di Parma di entrare anche nel presente. Esso, trattandosi del suo interesse, concorrerà con 1,400 cavalli, 600 dragoni e 1,400 fanti ; e nel caso di soccorrere altro dei collegati, con 3,000 fanti e 450 cavalli. Manderà in Toscana il contingente proporzionale dei 1,000 cavalli e 2 o 3,000 fanti. In Lombardia avrà esso, a vicenda con quello di Modena, il comando. La lega procurerà che gli sia restituito Castro (prov. di Viterbo) e quanto gli fu occupato dai pontifici. Il presente sarà ratificato entro 10 giorni. Si danno disposizioni per 1’ assicurazione summentovata della riva e del passo Po e pei successivi movimenti delle milizie. Dato in Venezia. — Sottoscritto dai rappresentanti dei contraenti e da Marco Antonio Padovino segretario.