doge: sebastiano veniero. 17 stata assegnata la precedenza. Ricorda un caso simile avvenuto alla morte del doge Leonardo Loredano, e protesta la sua riverenza al patriarca con cui ebbe ottimi rapporti al Concilio di Trento. Il vicedoge Marco Giustiniani giustifica il fatto coll’ uso, e ricorda il passo relativo (in latino) del cerimoniale ; dice che al funerale del Loredano il patriarca non fu presente, ma lo sostituì il nunzio. L’ ambasciatore, professandosi uomo di leggi, che aveva studiato ed insegnato in Padova, dichiara di sottomettersi a quelle della república, chiedendo però si tenesse memoria di questo suo ufficio. 54. — 1577, Agosto 31. — c. 47. — Esposizione fatta dal nunzio papale in Collegio (in volgare). A nome del papa si lagna che il marchese de Vico (Nicolò Antonio Caracciolo march, di Vico ?) con una sua galea prese, non lungi da Dulcingno, un brigantino, con carico per 25,000 ducati di ragione di turchi ed ebrei levantini, diretto ad Ancona; e chiede che Venezia, a cui spetta la sorveglianza dell’Adriatico, provveda ad ovviare a simili fatti. Il doge risponde aver solo ieri avuta notizia del fatto, con dispiacere, e che la Signoria non mancherà di provvedere. 55. — (1577, Settembre 1). — c. 62. — Dichiarazione simile al n. 48 pel tributo per 1’ anno da marzo 1575 a marzo 1576. Data a Costantinopoli, 17 de Giumasilevel 985. 56. — 1577, Ottobre 12. — c. 671.° — Deliberazione del Senato per la ricondotta di Paolo Orsini ai servigi di Venezia, per tre anni e due di rispetto, dal 22 gennaio scorso, col comando che gli sarà assegnato dalla Signoria, e coll’ obligo di dimorare nello stato, collo stipendio di 4,000 due. l’anno e 16 lasse al mese. (È in italiano). 57. — 1577, Novembre 13. — c. 61. — Risposta (in volgare), deliberata dal Senato, da darsi all’ ambasciatore residente del duca di Ferrara (Annibaie Ariosti) in seguito a ripetute richieste perchè a quel principe fosse dato il titolo di altezza. In essa con forme cortesi si respinge non espressamente la domanda. Uditala, l’ambasciatore dichiara doversi partire. Si nota che fu regalato d’una catena d’ oro del valore di 500 scudi, e che ai tre ambasciatori ducali venuti a congratularsi per 1’ assunzione del nuovo doge fu consegnata una lettera della Signoria pel duca, che essi dichiararono voler restituire, ma senza farlo. 58. — 1577, Novembre 19. — c. 60 t.° — Risposta del Senato al re di Svezia (v. n. 42). Si ringrazia per l’assicurazione di amicizia verso Venezia, espressa dall’ inviato di quello, amicizia che si dichiara ricambiata dalla república. Postilla in margine : altra risposta fu data dal Consiglio dei dieci. 59. — 1577, Novembre 28. — c. 97 t.° — Proclama (in italiano) con cui COMMEMORIALI, TOMO VII. 3