DOGE: NICOLÒ DA PONTE. 35 di Taleggio sudditi veneti e quelli di Vedeseta sudditi del re di Spagna, recatisi sui luoghi, udite e studiate le ragioni delle parti, decretano: Il monte che sta a mezzodì a di là dell’ Enna ai confini di Lecco, fra il termine del Grassello e la Torre di termine, sia diviso fra i contendenti, in modo che ciascuno abbia la sua parte di boschi e pascoli comunali. I beni di Lavina e dei privati, posti sotto i boschi e pascoli da assegnarsi a Sottochiesa, resteranno agli uomini della detta Lavina e di Vedeseta (milanesi) con diritto di boscare, fogliare e pascolare nei boschi da assegnarsi a quelli di Sottochiesa, e viceversa. Resta sospeso ogni giudizio su uno sprone del monte di Grassello che va verso sera fino ai confini di Morterone e di Lecco, rimanendo intanto esso sprone di proprietà comune dei due contendenti. Descrivono poi il tracciato che deve seguire la linea confinaria dividente i due stati nominando: la valle di Canino, la chiesa di S. Bernardo, le località dette Prati di Adamo, Vistale della Bruna, Maisadola di Lavina, Frachia di Bartolomeo e fratelli Arrigoni, il cantello della Geresa, la fontana del Zuco, il pizzo del Zuco, il Zucchetto del Maesen fra la Valsas-sina e la valle di^ Taleggio, il cantello Fugacii, 1’ Arale del Moio, Pianca Bella, Arale alto, il camello del Montone, Camporotondo, la strada dei Pellati, le Pianelle di Monsamor (o Masamor), la Costa delle Pianche; dichiarandosi che il monte di Concoi resti entro il Milanese e il territorio di Vedeseta, e che i beni dei particolari dovranno quindinnanzi sostenere gli oneri incombenti al comune al quale colla presente furono attribuiti (v. n. 120). Fatta nella valle di Taleggio. — Sottoscritta dai due commissari. 120. — 1583, Luglio 11. — c. 139 t.° — Udita la relazione del senatore Ponzone sul suo operato nelle questioni mentovate nei n. 117 e 119, vedute le scritture in argomento dei giurisperiti Magnocavallo (Girolamo) e Agolini, il governatore di Milano, per voto del Senato, approva 1’ operato stesso, ingiungendo al Ponzone di passare, d’ accordo col commissario veneto, all’ esecuzione del n. 119 (v. n. 121). Munita del sigillo. — Sottoscritta da Facio (Gallerani). 1583, Agosto 29. — V. 1583, Settembre 16-28, n. 21. 1583, Settembre 14. — V. 1583, Settembre 16-28, ir. 21. 121. — 1583, Settembre 16-28. — c. 140. — Facio Gallerani segretario ducale di Milano e Giovanni Battista Padavino segr. due. veneto, dichiarano (in volgare) che in forza degli allegati A e B ed in esecuzione del n. 119, trasferitisi nella Valle di Taleggio il 16 corr., ordinarono a prete Dionigio da Acquate, perito condotto dal primo, e a Cristoforo Sorte, ingegnere addetto al secondo, di procedere al tracciamento della linea confinaria colle norme prescritte dal detto n. 119. E questi dettero principio alle operazioni il 19 proseguendole nei giorni-successivi come si viene paratamente descrivendo. Vi sono nominati, oltre vari luoghi mentovati nel n. 119, la cascina dell’Urtigero, il prato detto il Lago di Antonio Bertoldi da Lavina, la Corna dei Laghi, i Cornetti Muschioni,