DOGE: NICOLÒ CONTARINI. 173 altri due. 250 l’anno pagabili egualmente, e ciò fino a che sia possibile impiegare bene i relativi capitali che saranno sempre a disposizione dei preposti al seminario. A questo poi restano il livello di due. 11 pagato da quelli da ca’ Poro, e l’altro di due. 25 pagato dalla scuola della Trinità (*). Segue una ordinata descrizione degli stabili ceduti. Fatto in Venezia nell’ufficio della Santa inquisizione. — Testimoni: Giovanni Simonetti canonico patriarcale e Marco del fu Rocco Carità. — Atti di Andrea de Ercoli fu Giuseppe, in società con Bernardo Lurano e Claudio Paulini, notai veneti. (’) La menzione di questo livello fu omessa nel Commemoriale, ma si trova nell' ¡strumento trascritto nel protocollo originale dei notai da c. 29 t.° a 33 t.° (Sezione notarile al-1’ Archivio di Stato, busta 3404). 47. — S. d. (1631, Aprile 6). — c. 93 t.° — Brano dell’ « accordato di « Cherasco venuto in lettere del secretano (Girolamo) Gavazza da Cherasco a « 7 aprile 1631, di n. 100 » (*). In esso si espone : Il barone Mattia Galasso plenipotenziario e commissario generale dell’ imperatore, incaricato dell’ esecuzione del trattato di Ratisbona in Italia, il signore di Toiras (Giovanni di Saint Bonnet) maresciallo di Francia e luogotenente generale dell’ armi di quel re e il signor di Servien (Abele), ambasciatori francesi, monsignor (Gian Jacopo) Panciroli nunzio straordinario e Giulio Ma-zarini, ministri papali, cogliendo l’opportunità di trovarsi uniti, mentre altrove infieriva la peste, decisero di esaurire quivi il loro mandato, e pattuirono : Dovendosi assegnare al duca di Savoia Trino con altre terre del Monferrato che diano 18,000 scudi di redditi antichi, i rappresentanti del duca di Mantova pretesero che lo scudo non potesse valutarsi 33 (sic) fiorini ; che fra i redditi si comprendano « il fosso della cittadella, quello degli hebrei, gli accordii et altre « debiture dello stato ». E qui è interrotto. (*) Nei dispacci del Cavazza (Dispacci degli ambasciatori veneti in Francia, filza 76) manca questa lettera n. 100. Nel Commemoriale poi, in foglio volante, esiste un altro allegato (ora incollato al tergo della c. 93) alla stessa lettera recante : 1631, Aprile 6. — «Articolo a parte». Non trovandosi sufficiente guarentigia per la restituzione dei passi e fortilizi ai Grigioni, si pattuisce che i forti di Avigliana e Susa siano dati in mano alle milizie svizzere levate nei cantoni confederati col re di Francia e col duca di Savoia, le quali li tengano a nome di quest’ultimo fino alla detta restituzione; e questa non seguendo al tempo stabilito le due piazze saranno rimesse ai rappresentanti del re di Francia. 1631, Giugno 7. — V. 1634, Marzo 9, n. 58. 48. — 1631, Agosto 16. — c. 80. — Deliberazione (in volgare) del Senato. Vedendosi diminuito l’infierire della peste dopo decretata 1’ erezione della chiesa votiva (di S. M. della Salute), nè potendosi affrettarne il lavoro ; per mostrare gratitudine alla Vergine, e considerando che nel santuario di Loreto non esiste