100 la chiesa di Fàgàra§, edificando fino a Tinod, nelle regioni del Rihor. L’unità nazionale, che non si poteva realizzare colla politica, si sarebbe realizzata nel campo della vita spiritualle, colla fede e colla cultura, se la Transilvania non fosse caduta nel 1691 sotto la dominazione cattolica degli Absburgo, i quali benché le garantissero solennemente la conservazione dell’autonomia, s’immmischiarono insistentemente e con lontani piani imperialisti proprio della vita intima, spirituale dei suoi abitanti, riuscendo a dividere i Romeni in due chiese, in due campi confessionali avversi. La Turchia, che non molestava mai la vita dei Transilvani sotto questo riguardo, essendo sulla via della decadenza, colla pace di Carlovitz (1699) riconobbe il fatto compiuto del passaggio della Transilvania sotto* gli Absburgo. In Moldavia, al principio del secolo XVIII il dotto Signore, Demetrio Cantemir, ebbe ¿1 coraggio di manifestarsi apertamente contro i governatori di Costantinopoli. Quando Pietro il Grande incominciò la guerra coi Turchi, chiamò la Moldavia alle armi per i Russi, e quando questi furono vinti abbandonò la patria, nella quale non doveva più tornare. Questi cambiamenti di fronte nella politica dei Signori Romeni segnano il passaggio ad un tempo di dolorosa decadenza politica e di oscurantismo* parziale della coscienza nazionale. I governanti di Costantinopoli, perdendo la fiducia negli autentici principi romeni, incominciarono a non conferire più a questi il trono. Preferivano i Greci del sobborgo di Fanar, che acquistarono meriti come dragomanni, come agenti presso la Porta ottomana. Tra questi si faceva una vera lici-