74 canto allo sfruttamento turco bisogna accennare a un fattore d’indole generale che contribuì indirettamente ad aggravare la situazione economica dei paesi romeni. Le scoperte geografiche della fine del secolo XV e del secolo seguente cambiarono la direzione del commercio intemazionale spostandolo dalle sponde del Mediterraneo verso l’Oceano. La circolazione diminuisce sulle antiche vie commerciali d’Griente, cominciando ad intensificarsi in una direzione contraria, verso l’Occidente. Invece dei commercianti levantini ed italiani appariscono quelli dei paesi rivieraschi dell’Oceano o dell’Europa centrale, ma il loro interesse è minore. L'orientamento del commercio verso l’Occidente trova un’espressione nel trattato- commerciale conchiuso' dalla Moldavia nel tempo di Pietro lo Zoppo coll’Inghilterra alla fine del secolo XVI (27 agosto 1588), per il quale si assicura ai commercianti inglesi perfetta libertà di circolazione e di commercio con il solo obbligo di un’imposta del 3 % sul prezzo' delle merci (ut a singulis rebus centum du-catorum pretii, ires numerent. Hurmuzaki, Documenti riguardanti la storia dei Romeni, III, p. 108.) Il quadro oscuro che ci presenta la situazione dei paesi romeni in questo secolo per le circostanze politiche ed economico-sociali si rasserena un poco dal lato culturale-artistico coll’attività di Neagoe Basarab nella Valacchia, con quella di Alessandro Lapusneanu nella Moldavia, dove non soltanto la tradizione storiografica di Stefano il Grande si continua coi cronisti Macario, Eftimio ed Avario, ma sotto l’influsso della corrente u-manista della Polonia, appare la tendenza a fondare delle scuole e degli istituti, come accade anche nella