120 sciente tiene incatenato un intero popolo, usando le fonti della ricchezza pubblica soltanto in favore di alcune famiglie privilegiate. Il suo collega dell’Accademia Mihaileana di lassi, Giovanni Ghica, affermava che l’uo-mo' non è perfetto, non è tutto quello che può essere se non per la libertà. Mentre Balcescu, che viveva in una fraternità intellettuale col Kogàlniceanu, e pubblicava nella rivista Propasirea (il Progresso) di lassi il suo studio storico sulla Forza armata dei Romeni, seguiva la tendenza che voleva fare della storia un’arma di lotta insistendo sulla necessità di preparare quanto meglio si potesse la forza armata, perchè un piccolo- stato può provocare una decisione quando- sappia gettare a suo tempo un peso sulla bilancia politica. « Non scordiamo — esclama — che l’unione fa la forza degli stati e per conseguenza la loro- felicità! » Negli anni 1845-47 vigeva la (( Asociatia literara a Romaniei », formata da scrittori valacchi, moldavi e transilvani aventi lo scopo dS facilitare il progresso letterario in tutto il romanesimo. La Rivoluzione della Valacchia e della Moldavia era rivolta piuttosto contro- il protettorato russo che era diventato più opprimente e più gravoso della antica sovranità turca. In entrambi i principati la rivoluzione fu presto soffocata dagli eserciti russi e turchi. Nicola Balcescu diceva tre anni più tardi che «la rivoluzione del 1848 fu una rivoluzione per il popolo e non una rivoluzione fatta dal popolo », e che essendo- capeggiata da « un governo debole » si spense tosto specialmente perchè « non fu l’insurrezione generale dei Romeni, ma soltanto un movimento- provinciale ». I giovani entusiasti che stettero alla testa del movimento rivoluzionario fu-