322 COMMEMORALI, LIBRO XXIII farsi nel seguente. Il papa contribuirà 12 galee, 3000 fanti e 275 cavalieri, il re di Spagna con 3?6 e Venezia con 2/6 delle spese. Il resto che pel trattato n. 24 del libro XXII dovrebbe contribuirsi dal papa, non potendolo la Chiesa, verrà diviso in 5 parti, tre delle quali a carico del re, due di Venezia che sod-disferà con 25 galee, e, se queste non basteranno, al residuo provvederà il re. La republica fornirà al pontefice, se le desidera, le 12 galee che gli toccano, completamente armate, con patto di restituzione. Quello dei contraenti che contribuisse più del dovuto sarà compensato dell’ eccedenza. Si pattuisce circa l’approvvigionamento dei viveri per la spedizione, nominandosi il regno di Napoli, la Sicilia, Malta e Goletta. Se il re fosse assalito dalla parte di Algeri, Tunisi e Tripoli, Venezia manderà in suo aiuto 50 galee, e altrettanto farà il primo se fosse assalita da’ turchi la seconda ne’ propri domini. Se il re intraprendesse spedizione contro i detti stati barbareschi, quando non ne fosse in azione altra comune degli alleati, nè la republica avesse a temere per sè, questa lo assisterà con 50 galee (come egli fece 1' anno decorso rispetto a lei) ; e viceversa egual prestazione farà il detto sovrano se essa volesse mover contro i turchi entro l’Adriatico dalla Valona in su. Si proteggeranno con tutte le forze i domini papali. I movimenti e le azioni delle forze alleate saranno deliberate a maggioranza dai tre generali ; sarà comandante in capo don Giovanni d’ Austria, e, in sua mancanza, Marc’ Antonio Colonna duca di Pagliano ; la bandiera di esso sarà quella della lega ; per le spedizioni parziali si addotterà la bandiera designata da colui in favore del quale si facessero. Si lascia luogo di entrare nella presente a Massimiliano (II) eletto imperatore, e ai re di Francia e di Portogallo ; il papa, oltre questi, ecciterà pur quello di Polonia a concorrervi. La ripartizione dei paesi che si conquistassero (trattine i mentovati stati barbareschi che apparterranno alla Spagna) si divideraranno come fu stipulato nel ricordato trattato (che qui si dice del 1537) ; le armi e le munizioni in ragione del concorso di ciascuno dei collegati. Non si offenderà Ragusi nè il suo territorio. L’impresa procederà malgrado qualsiasi questione fra i collegati, che sarà sempre giudicata dal papa. Non si faranno trattative di pace od altro coi turchi senza il consenso e la partecipazione di tutti gli alleati. Il papa e i rappresentanti del re e di Venezia si promettono vicendevolmente 1’ osservanza del presente che si munisce dei rispettivi loro sigilli e sottoscrizioni (v. n. 143 e 144). Fatto in Roma nell’ aula del concistoro. — Testimoni Monte de’ Valenti governatore di Roma, Lodovico de Torres chierico della camera apost., Alessandro Riario eletto patriarca d’ Alessandria, Alessandro Casali maestro di camera e Teodosio Fiorentino cameriere segreto del papa, Antonio Barba Osorio segretario dell’ ambasciata di Spagna, Marc’ Antonio Bonino e Francesco Via-nelli, segr. due. veneti, e Cornelio e Lodovico Firmani, maestri di cerimonie papali. — Atti Antimo Marchesano datario papale. Allegato A : 1570, Maggio 16. — Filippo (II) re di Castiglia, Aragona, delle Due Sicilie, di Gerusalemme, Ungheria, Dalmazia, Croazia, Leon, Navarra, Granata, Toledo, Valenza, Gallizia, Maiorca, Siviglia, Sardegna, Cordova, Corsica, Murcia, Jaen, Algarvia, Algesiras, Gibilterra, delle isole Canarie, delle