278 C0MMEM0RIALI, LIBRO XXIII 13. — (1552, Marzo?) — c. 11 t.° — Versione in volgare di dichiarazione del sultano dei turchi del pagamento del tributo per Zaute per 1’ anno 1550-51 ; dichiarazione rilasciata a Zenesin dragomanno del bailo (y. n. 11). Data in Adrianopoli, 28 di Ariti elachier 959. 14. — 1552, Giugno 29. — c. 9 t.° — Versione in volgare dallo slavo trasmessa da Sebenico. Hussein, chiecaia di Malkodj-beg ¡sangiacco di Clissa, dichiara che inviato da questo al conte di Sebenico per reclamare pei danni dati dagli uscocchi di Segna ai sudditi turchi, ebbe dall’ ultimo cinque mor-lacchi ed un turco (cioè Xafer Elezovich, Radin Radoevich, Milonaz Radovovich, Radich Vuchichiavich, Juaniz Vucasinovich e Jussuf Sulmauovich, tutti di Sara-mi-sseno) presi dalle galee venete su legni di uscocchi, i quali esso dichiarante consegnò al sangiacco suddetto. Aggiunge di avere, in presenza anche di Sinan Ilamza, interrogati nove uscocchi prigionieri, fatti all’ uopo torturare dal detto conte per ordine del quale vennero poi appiccati. Testimoni : Demir-Khan-khodja, lo spahi Hamza e Kiatib Memi a chiatip (scrivano) alla Scala di Sebenico. 15. — 1552, Agosto 7. — c. 22. — Versione in volgare di ricevuta per 8000 ducati d’ oro versati al tesoro imperiale dal bailo veneto Domenico Trevisano pel tributo per Cipro da 21 Aprile 1551-1552. Data a Costantinopoli. 16. — (1552, Agosto 8). — c. 12. — Versione in volgare di attestazione della sublime porta pel versamento del tributo per Cipro (8000 due.) per l’anno 21 Aprile 1551-20 Aprile 1552, fatto dal bailo veneto Domenico Trevisano. Dato a Costantinopoli, a’ 17 de la luna de Sehaban. 1552, Agosto 27. — V. 1551, Dicembre 21, n. 33. 17. — 1552, Settembre 2. — c. li. — Giovanni de Omèdes gran maestro di Rodi al doge e alla Signoria (in volgare). Ringrazia delle-buone disposizioni dimostrate al cavalier Cambiano inviato a Venezia, e della concessione fatta all’ ordine del possesso della Finica, commenda in Cipro. Aderisce al patto che all’ amministrazione della commenda stessa abbia sempre a preporsi persona grata a Venezia, con facoltà a quei rettori veneti di allontanarne chi non lo fosse. Commise al suo luogotenente (Giustiniano) Giustiniani e al ricevitore (Benedetto ?) Martini di mandarvi ora Cesare Chieregato di Vicenza. Data a Malta. — Sottoscritta dal gran maestro. 18. — 1552, Settembre 24. — c. 10. — Bolla di papa Giulio III al doge e alla Signoria di Venezia. Estendendosi la giurisdizione del patriarca di Aqui-leia, che risiede a Udine, non solo nel dominio veneto del Friuli, ma in quelli degli arciduchi d’ Austria e dell’ Ungheria, ed avendo quel prelato diritti tem-