DOGE LEONARDO LOREDANO 139 duin consigliere e segretario delle finanze, rappresentanti il re di Francia, senza derogare al trattato di Noyon, pattuiscono : Sarà pace e alleanza perpetua fra il re predetto e 1’ imperatore e successori, per tutti i loro domini. Non favoriranno in modo alcuno, uno i nemici dell’ altro, ma si assisteranno 1’ un 1’ altro a spese di chi domanderà 1’ aiuto. I vicendevoli sudditi potranno viaggiare e trafficare sicuramente in tutti i domini dei due sovrani, pagando i diritti consueti. I danni che i sudditi dei contraenti si dessero vicendevolmente saranno fatti risarcire dai danneggianti e questi puniti. Nel presente saranno compresi i potentati nominati dai due. re nel trattato di Noyon, riservandosi la nominazione di qualche altro. Essendo il re di Francia alleato di Venezia eh’ è in guerra coll’ imperatore pel possesso di Verona, questa col suo territorio sono ceduti al re di Spagna che fra 6 settimane li consegnerà a quello di Francia ; l’imperatore ne ritirerà le sue milizie esistentivi, senza far danni, e poi anche le francesi saranno ritirate nel ducato di Milano, e Venezia darà ampio salvocondotto alle genti imperiali per andarsene ; durante 1’ occupazione francese in Verona non vi si erigeranno fortilizi o porteranno munizioni da guerra nè vi saranno fatti guasti. Il re di Francia pagherà all’ imperatore 200000 scudi d’ oro del ' sole (metà dei quali sborserà la Signoria di Venezia) e gli farà quietanza dei 325000 scudi contati a quest’ ultimo da Luigi XII. Il detto re farà che Venezia rinunzi a Riva e Rovereto e ai luoghi che l’imperatore occupa in Friuli. Esso re guarentisce che i veneziani non occuperanno Verona durante le 6 settimane suaccennate. Le questioni che potessero insorgere fra Venezia e l’imperatore saranno definite dai due re. La republica fa tregua coll’imperatore per un anno e mezzo dalla consegna di Verona, e i due potentati terranno per intanto quanto occupano. Il papa e la S. Sede sono nominati tutori dei contraenti nel presente, consentendo entrambi questi che Roma si volga contro chi lo infrangesse. Il 2 Febbraio venturo il re di Spagna e l’imperatore saranno a Cambra! o Castel Cambresis, e il re di Francia a Peronne, Boeri o Crè-vecoeur, per combinare un convegno onde trattarvi molte cose pendenti. Il presente sarà ratificato entro 6 settimane (v. n. 42 e 44). Fatto in Bruxelles. — Sottoscritto dal re di Spagna e dai rappresentanti di quello di Francia. 44. — 1516, Dicembre 28. — c. 45. — Istruzioni date dal re di Francia al signore di Lautrec in esecuzione del n. 43. Procuri che Venezia : accetti la tregua di 18 mesi coll’ imperatore ; rinunzi a quest’ ultimo Riva, Rovereto e quanto quel sovrano tiene in Friuli; si oblighi a pagare 100000 scudi per Verona entro un anno; dei 50000 da sborsare subito se ne pagheranno 30000 a Verona e 20000 in Fiandra. Per togliere ogni dubbio, il Lautrec è autorizzato a guarentire in nome del re che questi consegnerà Verona alla republica ; egli esigerà da questa 1’ obligo di sottomettere al giudizio dei re di Spagna e di Francia le questioni ancora vertenti fra essa e l’imperatore. Procurerà inoltre il Lautrec che Venezia aderisca alle proposte contenute nel n. 45. Appena Verona sia in mano del re di Spagna, e ne siano usciti gli imperiali, il Lautrec farà ritirare le milizie sue e le veneziane, e farà sia eseguito quanto gli spetta in conformità del n. 43.