112 C0MMEM0RIALI, LIBRO XIX vere eletto vescovo di Orense, Francesco (Pesaro) arcivescovo di Zara, Lorenzo Pucci protonot. apost. e datario papale, Agostino Chigi, Bartolomeo Boria ed Andrea Gentili, mercanti di Siena e di Genova. Successivamente, 1’ 8 Ottobre, il papa, in concistoro secreto, presenti i cardinali vescovi Raffaele (Riario Galeotti) di Ostia, Domenico (Grimani) di Porto, Jacopo (Serra) di Albano; i preti Nicolò (sic, Fieschi?) di S. Prisca (1), Marco (Vigerio) di S. Maria in Trastevere, Roberto (Guibé) di S. Anastasia, Leonardo (della Rovere) di S. Susanna, Cristoforo (sic, Bainbridge) de’ SS. Pietro e Marcellino (1), Antonio (Ciocchi detto Monti) di S. Vitale, Pietro (Accolti) di S. Eusebio, Achille (Grassi) di S. Sisto, Matteo (Shinner) di S. Potenziana ; e i diaconi Lodovico (d’ Aragona) di S. Maria in Cosmedin, Marco (Cornaro)-di S. Maria in Portico ed Alfonso (Petrucci) di S. Teodoro; e i rappresentanti sunnominati (pel Donato il suo segretario (v. allegato C), fece leggere il trattato mentovato ed espresse il desiderio che, in caso di sua morte, restasse in vigore fino al futuro pontefice. Laonde i detti rappresentanti dichiararono in nome dei rispettivi loro principali di assumere la protezione e difesa del sacro collegio, colle condizioni del trattato stesso ; il che fu accettato dai cardinali che giurarono di osservare quanto loro verrebbe ad incombere (v. n. 211). Fatto in Roma, nel palazzo apostolico, nella sala del concistoro. — Testimoni : 1’ arcivescovo di Zara e Paride de’ Grassi maestro delle cerimonie. — Atti Melchiorre (de Guerrieri) de Campania mastro delle lettere apostoliche dei re e not. della camera apost. Allegato A: 1511, Ottobre 4. — Bolla con cui Giulio II papa dichiara che per ricondurre all’ obbedienza Bologna (che dopo essere stata da lui liberata dalla tirannide di Giovanni Bentivoglio e figli gli si era ribellata) ed altre terre già pertinenti alla Chiesa, domandò l’aiuto del re di Aragona, Sicilia ecc., e di Venezia onde, ricondotta la quiete in Italia, poter dedicarsi alla crociata che ha intenzione d’indire. Avuta 1’ adesione dei due potentati, esso pontefice e i rappresentanti di quelli (v. all.0 B e n. 205) pattuiscono quanto segue: Il re cattolico manderà entro 20 giorni dalla publicazione del presente don Raimondo di Cardona viceré di Napoli od altro, qual capitano generale della lega, con 1200 cavalieri di greve armatura, 1000 cavalleggeri e 10000 fanti spa-gnuoli, coll’ artiglieria, le armi e le munizioni necessarie. Il papa contribuirà con 600 cavalieri grevi sotto il comando del duca di Termoli (Andrea di Capua?) che sarà luogotenente e governatore generale dell’ esercito pontificio. Venezia terrà pronte le sue milizie onde invadere al tergo il territorio nemico, e contribuirà con un numero sufficiente di navi che, unite alle 11 galee deire, possano resistere alle forze nemiche. Il papa e Venezia pagheranno 40000 ducati d’ oro il mese, durante la guerra, al suddetto capitano generale, anticipando due mesi nel giorno della publicazione del presente. Quei due potentati daranno idonea garanzia in Napoli o nel regno pel puntuale pagamento delle mensilità. Il papa f-s---r (1) Il titolo di questi due cardinali dev’essere errato per colpa di chi scrisse o trascrisse il documento, Nicolò Fieschi, secondo gli scrittori, era nel 1511 del tit. dei XII Apostoli, e Cristoforo Bainbridge del tit. di S. Prassede.