74 COMMEMORIALI, LIBRO XIX Fatto in Ravenna nel monastero di S. Maria in Cosmedin, residenza del mandante. — Testimoni: Cola figlio di Giacomazzo da Venezia condottiere, Bernardino da Nona capo degli stradiotti veneziani e Carlo de’ Renieri da Brescia. — Atti Martino fu Federico Astozzi not. apost. ed imp. di Ravenna. 1504, Marzo 19. — Nicolò Donato capitano a Ravenna attesta la legalità del suddetto notaio. Data a Ravenna. — Sottoscritta da Cristoforo Allegri cancelliere. 50. — (1504), Marzo 27. — c. 43. — Il constanzi bassi (recte bostangì-bascì, sovrintendente ai giardini del sultano, era Iskender agà) ad Andrea Gritti (in volgare). Espone aver mandato una sua barza con carico di pesce a Negroponte per caricarvi grano, la quale per fortunale riparò nel porto di Skiro, isola veneta, ove fu assalita ostilmente e molto danneggiata, con perdita di roba e di vite dell’ equipaggio. Si lagna che ciò sia seguito in onta alla pace fra Venezia e la Turchia; procurò che il sultano mandi un inviato a Venezia per ottenere amichevole riparazione, ed essendo sempre stato amico ai veneziani, chiede che il Gritti gli ottenga il giusto risarcimento dei danni patiti (v. n. 61 e 70). 51. — 1504, ind. VII, Marzo 28. — c. 24. — Alberto di Lonyay capitano di Segna fa quitanza per 6000 due. d’ oro pagai igli da Vincenzo Cappello camerlengo del comune di Venezia a conto dell’ annualità dovuta dalla republica al re di Ungheria come al n. 17 (v. n. 20 e 72). Fatta nel palazzo ducale di Venezia. — Testimoni : Gaspare Solumpf oste all’ insegna di S. Giorgio a S. Bartolomeo di Rialto, Ambrogio del fu Sigismondo dalla Transilvania ed Andrea del fu Paolo Ramilich da Corbavia, famigliari del Lonyay. — Sottoscritta da quest’ ultimo. — Atti Bernardino Ambrosi. • 52. — 1504, Marzo. — c. 38. t.° — Elenco (in volgare) di schiavi turchi consegnati a Mustafà bey inviato del sultano (v. n. 23) i quali erano prima posseduti da Paolo Malipiero, Santo ed Angelo Trono, Giovanni Vendramino, Antonio Benedetto, Daniele Trevisano, Zaccaria Freschi, Silvestro tintore, Alvise Moscatello, Marco Bizzo, Agostino Marini, Giovanni, Antonio e Benedetto Pesaro, Giovanni da Zara, Giovanni Zantani, Antonio Lioni, Pietro Bollani, Alessandro Negro, Matteo Cavaco da Treviso, Marino Morosini, Giorgio da Scutari, Matteo Granichio, Alvise Verzo, Francesco e Daniele Pasqualigo, Francesco Alberti, Nicolò Dandolo, Giacomo Giustiniani, Pietro Panza, Donato da Lezze. Gli schiavi in tutto erano 54. 53. — (1504?) Marzo. — c. 28 t.° — Versione (in volgare) di lettera del signor (governatore) di Damasco Cansao Almahamedi (Cansu-al-Mohamed) al doge. Parla delle cause (i danari del Dachier) per cui il sultano Melech el Aschraf (v. n. 46) volle interrotto il commercio de’ suoi sudditi coi franchi. Dice che in seguito a lagni del console Bartolomeo Contarmi fece uffici col sultano stesso perché cessasse tale stato di cose rispetto a’ veneziani, in virtù dei quali uffici