DOGE AGOSTINO BARBARICO 43 Signoria veneta 1000 franchi ossia 533 ducati, la qual somma era stata pagata dal cardinale d’ Amboise a Benedetto Trevisano ambasciatore veneto presso il detto re per essere consegnata ai dichiaranti. Postilla in margine: 1’ originale è presso Francesco Gennari. 164. 1500, Settembre 1. — c. 154. — Micheletto Gion dichiara (in volgare) di avere ricevuto da Giacomo Filippo da Vailate cavallaro di Pizzighettone per conto del provveditore di quest’ultima terra, e a credito di Manara Giànste-fano e fratelli, due. 40 d’ oro. 165. - 1500, Dicembre 9. — c. 209. — Bolla di papa Alessandro VI ad fu-tiiram rei memoriam. In vista dei continui attacchi e delle minaccie dei turchi elio già presero Lepanto, Corone e Modone, deliberò di prolungare a favore degli italiani Ano alla ventura Pentecoste i vantaggi spirituali dell’ anno del giubileo. Diede perciò facoltà a Lodovico dalla Torre vicario generale dei Minori osservanti cismontani e ai delegati da esso di determinare le chiese ove le relative indulgenze potranno lucrarsi e le modalità da osservarsi e le quote da pagarsi all’ uopo dai fedeli. Sospende fino al detto giorno tutte le indulgenze godute da singole chiese, confraternite ecc. (v. n. 167). Data a Roma presso S. Pietro (V. id. DecembrisJ. — Sottoscritta da Adriano. 166. - S. d. (1500, Dicembre 9). — c. 213. — Sommario del contenuto della bolla n. 165 (v. n. 167). 167. — 1501 (1500), Dicembre 31 (?). — c. 215. — Bolla di Alessandro VI papa ad perpetuarti rei memoriam. Continuando le minaccie dei turchi contro la cristianità, prolunga, a datare dal giorno venturo delle Ceneri, fino alla successiva Pentecoste la validità della bolla n. 105, ma solo per gli stati di Venezia (v. n. 175). Data come il n. 165 fpridie Januarium). — Sottoscritta da Adriano. 168. 1501, Gennaio il. .— c. 156. — (Breve di papa Alessandro VI) ai vescovi di Treviso e di Limisso. Fattasi più minacciosa per Venezia e la cristianità la potenza dei turchi dopo le perdite subite da quella a Naupatto, a Modone e Corone, il papa accorda, oltre le concesse col n. 157, quattro nuove decime sui beni ecclesiastici, da prelevarsi due all’ anno nei due anni successivi all’ esazione delle prime. Ordina ai due vescovi di curarne l’incasso e di trasmetterne il ricavato al governo veneto. Dato a Roma. — Sottoscritto da L (odovico Podocataro) cardinale, vescovo di Capaccio, e da Adriano. 169. — 1500, ind. IV, Gennaio 20 (m. v.). — c. 156 t.° — Il doge da facoltà a Giorgio Pisani dott. e cav. e a Sebastiano Giustiniani, oratori al re d’ Ungheria, di negoziare e conchiudere un trattato d’ alleanza fra il papa (rappresentato da Pietro Isuali card. pr. di S. Ciriaco vesc. di Reggio di Calabria legato a laterej,