72 COMMEMORIALI, LIBRO XIX 40. :— S. d. (1503). — c. 19. — Annotazione che, il 17 Settembre 1503, Massimiliano re dei Romani, in seguito a questioni di precedenza fra Alvise Moce-nigo ambasciatore di Venezia e Filiberto duca di Savoia, suscitate in una funzione publica in Innsbruck, decise a favore del primo. Altra con sommario delle ragioni che militano per la precedenza di Venezia ; vi sono nominati : Sigismondo imperatore ed Amedeo Vili primo duca di Savoia, creato papa sotto il nome di Felice IV dal concilio di Basilea. Si cita altresì la pace di Torino del 1381. 41. — S. d. (150: 3 *). — c. 37. — Il sultano de’ turchi ordina a Mehemet agà di Mostar (versione in volgare) di far ricerche se mai alcuno de’ suoi soggetti avesse, dopo latta la pace con Venezia, tratto in ischiavitù qualche veneziano o suddito di quella; in caso si trovassero nel sangiaccato di tali schiavi, saranno consegnati liberi all’ inviato della republica ; quelli che si fossero fatti mussulmani saranno posti in libertà. Ciò sotto pena della perdita dell’ nifi ciò (v. n. 42). (") Questo documento 6 trascritto nel libro col seguente nella stessa pagina del n. 35 onde deve attribuirsi agli ultimi mesi del 1503. 42. - S. d. (1503). — c. 37. — Il sultano a Skander pascià sangiacco di Bosnia. Simile al n. 41. 43. — S. d. (1503, ultimi mesi). — c. 38 t.° — Dichiarazioni (in volgare) assunte da Antonio Lanza (v. n. 29) in Corfù circa alcuni turchi posseduti da sudditi veneziani in qualità di schiavi, portate a Venezia dall’ inviato mentovato nel n. 23. Vi sono nominati: il gentiluomo del priore, il sopramassaro Bevilacqua di Venezia, Antonello Varda, Scipionetto signore nella Puglia, il capitano delle saline, Zaccaria Loredano. 1503, Gennaio 5 (m. v.). — V. 1504, Novembre 8, n. 71. 44. — 1504, ind. VII, Gennaio 10. — c. 21. — Istrumento in cui si dichiara che Carlo Malatesta fratello di Paudolfo ratificò il n. 32 in quanto lo concerne, e cedette a Venezia ogni suo eventuale diritto su Rimini, mantenendo il diritto di successione nel feudo di Cittadella come 1’ avrebbe avuto in Rimini se Pan-dolfo morisse senza figli maschi. Fatto ed atti come al n. 32. — Testimoni alcuni dei nominati nel n. 32 più Giberto de’ Piccinini da Ravenna. 45. — (1504), Febbraio 5. — c. 41 t.° — Versione in volgare di lettera del sultano dei turchi al doge. Si lagna che una galea veneziana, assalito nelle acque di Ragusi un brigantino che Mustafà bey sangiacco di Avalona mandava a certi suoi beni a Cherzego (Herzeck, Erzegovina), lo affondò uccidendone 1’ equipaggio ; chiede sia risarcito il danno e puniti gli autori del fatto. Data a Costantinopoli (v. n. 59).