28;5 il V.T., la carta di navigazione dell’Alto Adriatico, una carta dell’Adriatico emanata dal Comando in Capo dell’Armata divisa in quadranti numerati per le comunicazioni radiotelegrafiche, una tavola piombata con i segnali di riconoscimento per entrare a Venezia valevoli per 4 giorni, le consegne scritte dal Comando in Capo sulla missione da compiere ed il quaderno delle immersioni. Subito dopo l’incaglio si è proceduto alla distruzione dei documenti stessi. I fogli sono stati strappati in piccoli pezzi e dispersi al vento che allora soffiava forte; particolare attenzione si è avuta nella distruzione della carta di navigazione su cui era accennata (non completamente disegnata), la zona minata antistante Venezia. La tavoletta dei segnali per entrare a Venezia è stata rotta, i segnali resi illeggibili e buttati ben lontano di poppa in forti fondali; lo stesso si è fatto per la copertina piombata del V. T. « Bandiere nazionali. — Le bandiere nazionali sono state affondate con il battello in alti fondali, dopo averle legate ai pesi di piombo degli scandagli. « Pilota Nazario Sauro. — Data la sua speciale posizione e l’insistenza nel cercare la salvezza con quel mezzo, il comandante lo ha autorizzato ad allontanarsi da solo con il barellino che avevamo preso sull’isola. Ciò è stato fatto appena si è avuto il battellino. A bordo mancavano le imbarcazioni; il battello di tela era stato richiesto più volte ma l’arsenale di Venezia ne era sprovvisto. Nel suo rapporto il comandante spiega perchè non ha cercato di comunicare subito con la terra. Durante la prigionia a Pola (6 giorni), continue ed insistenti domande sono state rivolte a tutti i componenti dell’equipaggio per cercare di scoprire la verità sulla personalità del pilota. Nessuno però sebbene al corrente del vero nome, si è lasciato sfuggire delle rivelazioni, sicché siamo stati tradotti a Gratz. Qui dai giornali abbiamo appreso la sua morte per impiccagione. « Segnali di soccorso. — Sono stati fatti con radiotelegrafia e con piccioni. In essi non si è pensato di comunicare la distruzione dei documenti RR. e dei tentativi per la distruzione del sommergibile perchè questi sono precipui doveri del comandante di bordo prima di procedere all’abbandono della nave ed alla salvezza dell’equipaggio. I primi tre piccioni erano stati preparati nella notte subito dopo i primi tentativi falliti di disincaglio, ma naturalmente non hanno preso il volo che all’alba; due altri sono stati lanciati dalla barca a vela poco dopo le ore 6, l’ultimo poco prima della cattura cioè alle ore 7,30.