- 323 — Per fortuna la selva tornò a proteggerci, lanciandoci di poi, ancora, su per scogliere rocciose e, dopo una breve sosta, nuovamente al piano, facendoci alla fine trovare in una valle enorme, nella quale ci si affacciò, improvvisa, la cittadina di Tepeleni, eretta di contro a noi, sopra a un braccio isolato di terra in guisa di promontorio, presso all’imboccatura del Voiussa da un lato, e bordeggiante dall’ altro un fiumicello che proviene da Curvele§. Che panorama maraviglioso, o lettori, quello, di fronte alla cittaduzza cui ricollegasi sì gran copia di ricordi storici! La chiesa di Cossina. Il vento non ululava più, come per incantesimo, nella bassa vallata, mentre il sole riscaldavaci co’ suoi tepidi raggi, spandendo una leggiadra tinta azzurrina su tutto quell’ angolo di bellezza, serrato da una vaga catena di quattro montagne, nell'eco, a ovest e a settentrione, degl’impetuosi gorghi del Voiussa e della melodica onda del fiumicino opposto, nel sorriso di verdi agrumeti.