DA DIMAZZO A TIRANA, E VICEVERSA Tirana. — Un turco rivendicante la sua origine romena. — La parentela fra Romeni e Albanesi. — Ritorno per Sucti, Duscu, Juba. — Un prete bugiardo e il romeno Mitro. La strada che va da Durazzo a Tirana è cosi bella da potersi percorrere in bicicletta, cosa rara questa in Turchia, in sei ore di comodo tragitto. Un’ora prima di Tirana, la strada discende alquanto in linea retta, e allo sbocco si presenta Tirana adagiata in una vasta e leggiadra pianura alle falde dei monti, che acquistano un color cilestrino intenso al tramonto. Tutto là respira una dolce quiete, cosicché fra i tanti recessi veduti mi sarebbe parso di entrare in un « eden », se la maggior parte degli abitanti nei quali mi imbattei per via, di ritorno dal bazar, non mi fossero sembrati quali... diavoli del-l’«eden» sognato! Uomini rudi, sul cui viso non è possibile scovare uno sguardo tenero, eppure alti e ben tagliati, con sugli omeri a tracolla carabine, e alla cintola rivoltelle, bandoliere in cuoio ricolme di cartuccie. Quasi tutti indossavano il caratteristico