V. 11 C'aiiiincita» ili Pogradetz e le sue paure che io non avessi a capitare fra le unghie ili quindici briganti musulmani. — La 4'amuiu. — Una notte a Nicea. — Scuola e chiesa. — Un prete grecomune pagato dalla Romania. — Giovani c vecchi armati. — A 2000 metri sulle montagne di Ohrida verso Luncn. — L’incoutro coi bnnditi. — Sfuggiti per miracolo alla morte. — Contro «juimlici briganti capitanati da Fezu-Fctà.— Colto dalle febbri. — A Luuca. — I grecomanl cl vogliono cacciare dal Comune. — L’uscita da Luncn sotto la protezione del bandito romeno Cocones. — La propaganda greca e 1 romeni che si lamentano di nou aver un protettore. — Nel limi di Dii ni za. — I)i nuovo a Po-gradetz e a Coritzn. La sera che precedette la mia partenza da Nicea, ebbi a comunicare al Cainmcam U) come avessi intenzione di traversare Nicea e Lunca e di andare a Berat per Sipsca e Moscopole. Il Caimacam, appena ascoltate le mie parole, tentò con ogni mezzo di farmi cambiare idea, opponendomi le difficoltà del viaggio attraverso le montagne e i pericoli cui sarei andato incontro per giungere, lungo quel cammino, a Sipsca, dovendo superare così tutta una catena di gorghi selvaggi, per strade impraticabili e tortuose. « Sarebbe meglio — badava egli a dire — che andasse a Ohrida, poi di là fino ad Elbasan la via è buona, e buona è pur quella da Elbasan a Berat. » (1) Sottoprefetto.