- 304 - costanza qualsiasi il loro comune dovesse diventar albanese musulmano, i Farseroti o cesserebbero subito di emigrare in esso, o il numero degli emigranti scemerebbe pian piano fino a non più esistere, in un periodo di tempo più o meno lungo. E così dev’essere avvenuto dei Farseroti quando il roma-nesimo cominciò a declinare verso la regione dei monti; i Farseroti si ritirarono a mano a mano che i dominatori cangiavano, passando dagli ottimi rapporti con i loro fratelli sotto al giogo degli alb-musulmani. Si aggiunga il brigantesimo musulmano, che accelerò la decadenza dei Farseroti fino a costringere costoro, nella maggior parte, a fissarsi in pianura. E via via, in tal modo, abbandonando per forza, cosi, gli sbarchi dell’ emigrazione in montagna, i miseri perdettero i loro greggi, 1’ unica fonte del loro benessere. Quindi, il quantum di povertà, ahimè?! dei Farseroti sarà allora che i pochi emigranti tuttavia si stabiliranno anch’ essi in pianura, con gli altri stabili in minuscoli e poveri villaggi, E, purtroppo, a questo maximum di miseria i Farseroti so-nosi di già avvicinati, e come! Il loro straziante grido: «Non abbiamo da mangiare, si muor di fame!» è là a confermare le tristizie di queste asserzioni dedotte dalla logica della storia.... Siamo dunque al punto che quasi tutti i Farseroti emigranti nel passato alle montagne trovansi ammassati nella pianura; nè essi soltanto, ma benanco moltissimi dei lor fratelli Niceni, Lun-cani, Graboveni, Sip^cani, Moscopoleni, Uianiti (1), ecc.. La mala sorte aveva spinto questi figli latini dalla pianura sui monti ; l’avversa fortuna li risospinge oggi dai monti alla pianura! (1) I romeni emigrati nei pressi delle montagne, lung-i dalla pianura, si stabilirono soltanto nei g'randi centri, come Berat, Elbassan, Tirana; quelli emigrati in pianura, si sparsero in tutta la sua estensione, formando piccoli nuclei.