234 COMMEMORIGLI, LIBRO IX. 6. — 1395, ind. Ili, Maggio 29. — c. 4 t.° — Volendo Anna contessa di Veglia redimere il castello di Raspo (impegnato come nel n. 397 del libro VIII), e trovandone invece la veneta Signoria molto opportuna, per la difesa dell’ Istria, la occupazione ; in seguito a trattative passate col mezzo del medico Enrico de’ Bel-demandi, la detta Signoria e Raffaele di Sorbar, procuratore della contessa, pattuiscono : restituiti da quella signora 6000 ducati, già depositati in suo nome presso i procuratori di S. Marco Leonardo Dandolo e Marco Zeno da Marco visconte di Veglia e da Doimo giudice di Griglino, Venezia continuerà a semplicemente occupare il detto castello per tre anni a sicurezza dei propri domini ed a cauzione del residuo credito di 4000 ducati che saranno restituiti al detto termine. Se i fratelli della contessa volessero ricuperare il castello per sè, col pagamento dei 13000 fiorini dovuti alla contessa (v. n. 378 del lib. Vili), Venezia lo restituirà verso il pagamento dei 4000 ducati. Intanto le rendite del castello vadano a benefizio della contessa, tranne il necessario per la conservazione di quello (v. n. 150). Fatto nella sala del Maggior Consiglio in Venezia. — Testimoni : Desiderato Lucio cancellier grande e due notai ducali. — Atti come al n. 2. 7. — 1395, ind. Ili, Giugno 17. — c. 5 t.° — Andrea da Montestefano detto di Fiorano cancelliere e procuratore di Nicolò marchese d’ Este, dichiara d’ avere ricevuto dai camerlenghi di comune di Venezia 5000 ducati d’ oro, qual prima rata dei secondi 25000 pattuiti nel n. 2 (v. n. 4 e 9). Fatto nel palazzo ducale di Venezia. — Testimoni: Desiderato Lucio cancellier grande, Giovanni Vido e Giovanni e I3ernardo di Andalò scrivani ducali. — Atti come al n. 3. 8. — 1395, Luglio l. — c. 16 t.° — Carlo (VI) re di Francia, fa sapere (in francese) d’avere, ad istanza della veneta Signoria, e visti i danni ridondanti al suo regno dalla mancanza del commercio coi veneziani, sospeso per cinque anni, dal 24 Giugno passato, il vigore delle lettere di marco già rilasciate contro i medesimi a Raimondo Serallier di Narbona. Guarentisce ai suddetti libertà e sicurezza di commercio in tutto il regno, ed ordina ai suoi sudditi l’osservanza del presente (v. n. 28 del libro Vili). Dato a Parigi. 9. — 1395, ind. Ili, Luglio 14. — c. 6. — Quitanza simile al mini. 7. fatta da Antonio da S. Giorgio provvisionato e procuratore del marchese d’ Este, per la seconda rata di ducati 5000 (v. n. 10). Fatto, testimoni ed atti come nel n. 7. 10. — 1395, ind. Ili, Agosto 26. — c. 7. — Quitanza simile al num. 7 per la terza rata di ducati 5000 (v. n. 9 e 12). Fatto ed atti come al n. 7. — Testimoni : il cancellier grande ed i notai ducali Nicolò de’ Girardi e Giovanni Piumaccio.