264 COMMEMORIALI, LIBRO IX. far osservare in Monopoli quanto segue: I veneziani pagheranno per l’esportazione dell’olio Ano tari 7, grana 10 il migliaio, per l’olio ordinario e pel formaggio tari 3, grana 15. Data a Barletta. (1398), ind. VI, Agosto 24. — 11 suddetto Raimondo promette (in italiano) al console, che i veneziani non saranno tenuti a pagar dazi in Monopoli fino alla decisione se debbano pagarli ; e se essi due non potranno accordarsi su ciò, la questione sarà sottoposta al giudizio della Signoria veneta. Data in Barletta. Segue un articolo di convenzione che dichiara : dovere i veneziani andar esenti in Monopoli da ogni dazio sull’ olio e sul formaggio per 4 anni. 135. — (1398), Settembre 2. — c. 48. — Conte da Carrara al doge. Risponderà a dovere a quanto gli espose per parte di quest’ ultimo il notaio ducale Pietro de’ Gualfredini ; intanto protesta fede inconcussa a Venezia (v. n. 136). Data in campo presso Monte S. Martino. 136. — 1398, Settembre 3. — c. 47 t.° — Conte da Carrara risponde a Pietro de’ Gualfredini inviato del doge. Nega che i suoi soldati abbiano commesso saccheggi, stupri ed uccisioni nel loro passaggio sul territorio di Bologna ; dovettero bensì provvedervisi da sè di vitto ed alloggiamento, quantunque egli avesse fin da Modena spedito gli avvisi opportuni. Durante il suo soggiorno nell’ accennato territorio, ebbe seco i commissari bolognesi, i quali mai pensarono a mover querele a suo carico come or succede. Le sue genti invece furono offese, spogliate e perfino uccise da quei paesani, che tolsero alle stesse ben 25 cavalli, ed ei dovette di necessità pensare ad indennizzarsi. È falso eli’ egli voglia ritornare in Romagna e in Lombardia a danneggiar quei paesi ; osserverà scrupolosamente i suoi doveri. Francesco da Ganziana è tal cavaliere che manterrà gl’ impegni assunti. Chiede se sia vero che le sue genti furono bandite dal territorio di Bologna, o che al caso Venezia provveda ad evitare inconvenienti (v. n. 135). Data come il n. 135. 137. — 1398, ind. VII, Settembre 27. — c. 78. — Gian Galeazzo duca di Milano attesta che il doge gli fece presentare per mano di Bernardo di Andalò, espressamente inviato, nel termine stabilito dalla tregua n. 109, gl’istrumenti n. 117,118, 119, 121, 123, 124, 128, 130, 132, e la ratificazione della tregua stessa per parte di Francesco da Carrara signore di Padova (v. n. 139 e 168). Dato nel castello di Cusago. 138. — 1398, ind. VII, Settembre 30. — c. 48 t.° — Iacopo Baraballo console veneto in Gaeta risponde a lettere del doge. Il re, la regina madre e tutti i lor sudditi tratteranno amichevolmente Vito da Canale, che deve recarsi colà su nave di Paolo Bianco ; ed eguale accoglienza avranno tutti gli altri veneziani (v. n. 133). Data a Gaeta.