DOGE : ANDREA CONTARINI. 97 612. — 1371, ind. IX, Gennaio 27. — c. 160 (155). — Il doge col suo consiglio crea procuratore del comune di Venezia, per la stipulazione del n. 613, il notaio ducale Amedeo de’ Buonguadagni. Fatto nel palazzo ducale di Venezia. — Testimoni : Raffaino de’ Caresini can-cellier grande, ed i notai ducali Giovanni Vido, Desiderato Lucio e Nicolò de Conto. — Atti Bartolameo da Gallarate. 613. — 1371, ind. IX, Gennaio 27. — c. 160 (155) t.° — Il procuratore del comune di Perugia (v. n. 604), dichiara di avere ricevuto da Amedeo de’ Buonguadagni (v. n. 612) 20,000 ducati d’oro, a titolo di prestito, pei bisogni del comune stesso, e specialmente per l’esecuzione della pace colla S. Sede. Ne promette la restituzione in capo ad un anno, obbligandosi a far ratificare dai propri mandanti il presente entro due mesi. Fatto nella camera degli ufficiali alle rason in Rialto. — Testimoni: Triadano del fu Ognibene Gritti ed Angelo del fu Zeusi Muazzo ufficiali alle rason, Donato del fu mastro Ravagnino Ravagnini notaio dei camerlenghi del comune, Giovanni di Sopramare, Gentilotto Gentile, Pietro del fu Sandro Anselmi e Iacopo del fu Desiderato de Brolio. — Atti come al n. 612. 614. — 1371, ind. IX, Gennaio 28. — c. 142 (137). — Iacobello Zancani (vedi n. 611) fa quitanza a Triadano Gritti ed Angelo Muazzo ufficiali alle rason, per lire 32, s. 16, gr. 3 e picc. 1 in oro, pagatigli dai medesimi per la rata di Gennaio della corrisponsione mentovata nel n. 505. Fatto ed atti come al n. 595. — Testimoni: Leonardo de’ Caronelli, Donato Ravagnino, Iacopo del fu Desiderato de Brolio, Giovanni di Sopramare e Gentilotto del fu Bertuccio Gentili. 615. — (1371), ind. IX, Febbraio 18. — c. 143 (138) t.° — Risposta del doge alla bolla n. 607. Si congratula per l’elezione. Si nominarono ambasciatori per fare i dovuti uffizi col nuovo pontefice, al quale raccomanda Venezia. 616. — (1371), Febbraio 24. — c. 142 (137) t.° — Mainardo palatino di Ca-rintia, conte di Gorizia e del Tirolo, capitano della Carintia ecc. al doge. Lettera molto confusa, probabilmente per colpa dell’ ammanuense, dal cui titolo però si rileva avere il conte ordinato ai suoi soggetti di non dar molestia ai veneziani e loro sudditi. Data in Lunz. 617. — (1371), Febbraio 24. — c. 152 (147) t.° — Copia della precedente. 618. - 1371, ind. IX, Marzo 13. - c. 137 (132) t.° - Annotazione che Leonardo Bevilacqua da Vicenza macellaio ebbe privilegio simile al n. 541. COMMEMORI ALI, TOMO III. 13