82 COMMEMORIALI, LIBRO VII. periale a Padova per atti giuridici fatti dal podestà di Piove (di Sacco) contro chioggiotti ed altri sudditi veneziani sul territorio di Chioggia ed altrove (v. n. 501). Fatto nel palazzo del da Carrara in Padova. — Testimoni : Simone Lupi cav. di Parma, il nob. Lodovico da Montemerlo di Padova, Bartolameo Piacentini e Iacopo da S. Croce ambi vicari del Carrarese, Francesco Pizegoto giudice padovano e Matteo Fasolo di Chioggia. — Atti Giovanni Yido scrivano ducale di Venezia. 501. — s. d. (1369, Giugno 9). — c. 110 (107) t.° — Francesco da Carrara risponde al n. 500 : non consentire alla protesta se non in quanto fa pei diritti suoi e del comune di Padova, e dichiara non vero tutto ciò che in quella pregiudica i diritti stessi (v. n. 502). 502. — 1369, ind- VII, Giugno 9. — c. 110 (107) t.° — Replica fatta dal Fa-liero al n. 501, nella quale conferma quanto disse nel n. 500. 503. — 1369, Giugno 15. — c. Ili (108). — Il doge ed il comune di Genova agli ambasciatori veneti presso la S. Sede. Credenziale pei due procuratori del detto comune nominati nel n. 506 (v. n. 512). Data a Genova. 1369, Giugno 16. — V. 1369, Luglio 28, n. 513. 504. — 1369, ind. VII, Giugno 26. — c. 108 (105) t.° —Marquardo patriarca d’Aquileia nomina suo procuratore il decano di quella chiesa Ottobuono da Ceneda, per esigere il danaro mentovato nel n. 505. Fatto in Cividale. — Testimoni : Ulrico Simeler cav. maresciallo patriarcale, Ulrico pievano di Cormons e Francesco pievano di Flambro. — Atti Odorico del fu Andrea da Udine notaio. 503. — 1369, ind. VII, Luglio 2. — c, 108 (105) t.° — Ottobuono da Ceneda (v. n. 504) dichiara di avere ricevuto da Andrea Veniero e Tomaso Minotto ufficiali alle rason due. 328, gr. 3, picc. 1, rata di Luglio ed Agosto dell’annua corrispon-sione dovuta da Venezia al patriarca d’Aquileia pei diritti dell’Istria e delle terre di Valle, Pola e Dignano. Fatta ed atti come il n. 446. — Testimoni : Leonardo de’ Caronelli e Francesco Volpe scrivani ducali, Giovanni di Sopramare, prete Antonio da Ceneda canonico di Concordia e Nicolò di Marco de Bonaccursio. 506. — 1369, ind. VI, Luglio 2. — c. Ili (108). — Gabriele Adorno doge, e gli anziani : Antonio da Traili priore, Gabriele Carena, Tomaso Morchio, Simone Longo, Francesco subiario (sic, Fabiano) del Molo, Nicolò di Riccobono notaio, Tomaso Marabino di Rivarolo e Giovanni Maffono, creano procuratori del comune di Genova Gabriele Cattaneo e Tomaso de Iliono, dando loro facoltà di stipulare coi procuratori del doge e del comune di Venezia.