218 COMMEMORALI, LIBRO Vili. Andrea del fu Daniele e prete Marco Dandolo, Nicolò di Antonio Giustiniani, Marino di Guglielmo Querini, Fantino Alberegno pievano di S. Moisè, Iacopo di Donato Porto, prete Pietro Pensaben, prete Giovanni di S. Trinità, prete Amedeo di S. Agata, Marco Botola pievano di S. Agostino, pr. Francesco pievano di S. Luca, Lazzaro da Riva canonico castellano, Iacopo arciprete di Malamocco, Iacopo Ciera pievano di S. Giov. Grisostomo, Daniele di Rannuccio Vitturi, Pietro Nani, Marco di Guglielmo e Pietro Paolo Buono, Giovanni Roselli, Giovanni da Malamocco, Tomaso Duodo, Angelo della Chiesa. 386. — 1392, ind. XV. — Copia dell’¡strumento allegato al n. 384. 387. — 1393, ind. I, Gennaio 9. — c. 106 (168). — Carlo duca di Leucade e conte di Cefalonia al doge ed al suo consiglio. Accredita qual suo ambasciatore Ciccarello Giovine di Napoli, e si dichiara disposto ai più amichevoli rapporti con Venezia (v. n. 388). Data nel castello di Cefalonia. 388. — s. d. (1393, Gennaio). — c. 166 (168). — Richieste e proposizioni (in dialetto) fatte dall’ambasciatore del duca di Leucade (v. n. 387). Domanda per quel principe : la cittadinanza interna ed esterna, alleanza offensiva e difensiva, promettendo che innalzerà il vessillo di S. Marco ; gli uffizi della Signoria per scioglierlo da ogni obbligo con Genova ; aiuto nelle guerre che fosse per fare ; abolizione del dazio del 20 per cento che dovevano pagare i suoi sudditi nell’ introduzione di merci negli stati veneti ; permesso di ricuperare i suoi vassalli e beni riparati o portati nei domini di Venezia. V. Lunzi, op. cit., pag. 140. 339. — s. d. (1393, Aprile - Settembre). — c. 179 (181) t.° — Trattato stipulato da Giovanni Miani capitano in Golfo per la Signoria veneta con Progon e Tallo figli del fu Leta Ducagino signori del castello di Alessio, anche in nome di Pro-gon fratello del fu Paolo Tano e figlio del fu Paolo Ducagini. Il castello, colle sue pertinenze e col suo territorio, saranno ceduti a Venezia. Dalle rendite si preleveranno 800 ducati d’oro per custodia e riparazione del castello ; del rimanente un terzo sarà dei cedenti e due di Venezia, la quale terrà il mercato del luogo fornito di sale. I cedenti, che coi loro consanguinei saran sempre agli ordini della Signoria, avranno cinque casali nel territorio di Alessio. L’accesso a quel territorio sarà vietato ai ribelli e traditori dei Ducagini ; questi ultimi consegneranno ai rappresentanti veneti tutti i malfattori che fossero loro dimandati e potessero prendere. Il capitano darà a mutuo ai Ducagini 600 ducati d’oro, da rimborsarsi coi proventi del castello ad essi spettanti. I Ducagini e tutti coloro che tengono villani nel territorio ceduto, non esigeranno dai medesimi prestazioni maggiori delle dovute. V. Ljubió, op. cit., IV, doc. C'CCCLII. 390. — 1393, ind. I, Maggio 13. — c. 168 (170) t.° — Pietro Tiepolo, Dome-